S. Croce non crede a ripresa e guarda avanti

S. Croce non crede a ripresa e guarda avanti

Calcio, Eccellenza/B

I vertici societari del Santa Croce, come tutte le altre società calcistiche dilettanti, si confrontano con la grave situazione sanitaria nazionale che ha ripercussioni sull’immediato dell’attività sportiva e su quella futura. Abbiamo interpellato il direttore sportivo del Santa Croce, Claudio Agnello (foto), per avere un flash su come la società sta affrontando il momento attuale. “Le attività del club sono tutte bloccate –ci dice Agnello- I tesserati e i dirigenti sono impegnati a rispettare le disposizioni governative oltre ai propri interessi familiari e lavorativi che hanno certamente maggiore priorità. L’unico reparto parzialmente attivo è quello inerente le attività di segreterie, economiche ed amministrative con tutte le ovvie difficoltà del caso. Sicuramente servirà tempo prima di poter capire i programmi presenti e futuri del club che sono legati agli accadimenti fuori dal calcio di cui il calcio stesso è influenzato. Negli ultimi giorni – rileva il ds biancoazzurro – ci siamo confrontati con tanti altri club sportivi e il parere generale che si percepisce è la speranza che la federazione ritenga concluso il campionato corrente per ovvi motivi di sicurezza della salute, sostenibilità economica, scoramento morale e rispetto per i tantissimi concittadini defunti. Anche noi, come tantissime altre società, riteniamo che chiudere il campionato corrente possa essere utile a guadagnare tempo in vista di una riforma radicale del calcio dilettante che avverrà di riflesso dopo tutti gli inevitabili cambiamenti nel mondo sociale ed economico della nazione con lo scontato augurio che questa emergenza possa regredire presto, che significherebbe iniziare a vincere la guerra contro questo virus”.