“Quelli del Green Club” bloccati dal coronavirus

“Quelli del Green Club” bloccati dal coronavirus

Quando la classica “partitella” settimanale a calcetto tra amici diventa un appuntamento irrinunciabile, un rito che travalica il semplice (ma fondamentale) gioco calcio animato da sano spirito agonistico, diventando un collante di amicizia inossidabile tra un gruppo unito da una vita. Una tradizione cominciata nell’ormai lontano 1980 e protrattasi ininterrottamente fino ad ora per oltre 40 anni, ogni sabato, tutti i sabati, senza saltarne nemmeno uno, anche con vento e pioggia o sotto il caldo afoso di ferragosto. Una circostanza più unica che rara alla quale è stata posta la parola “fine” (seppure in maniera temporanea, almeno si auspica) a causa dell’emergenza coronavirus. La pandemia che sta sconvolgendo il mondo colpisce quindi anche nelle piccole, grandi cose che caratterizzano la vita quotidiana, interrompendo autentiche “tradizioni private” come questa, finora mantenuta in vita dall’irriducibile gruppo dei fondatori.

Suona strano, quasi irreale, al di là dell’emergenza covid 19, per il gruppo di amici calciatori starsene a casa il sabato pomeriggio, invece della tradizionale partita al “Green Club”. I fondatori del cosiddetto “Gruppo del Green Club” ai quali si faceva riferimento poc’anzi sono Carmelo Pitino, che ha festeggiato l’invidiabile traguardo degli 80 anni proprio sul campetto di gioco assieme agli amici; Giulio Ottaviano, noto avvocato del foro di Modica; Paolo Failla, titolare dell’omonimo hotel 4 stelle di Modica Alta; Duccio Gennaro, docente d’inglese; Carmelo Pulino, medico otorino e Gino Civello, operatore finanziario. Nel corso degli anni altri amici hanno abbandonato o si sono uniti al nucleo storico, compresi i figli dei giocatori originari, facendolo diventare un raro esempio di “gruppo intergenerazionale”, solidificando i rapporti parentali e amicali, uniti dall’amato gioco del pallone, ma anche festeggiando compleanni ed eventi, grazie all’intuizione di Peppe Sveva e Davide Cavallo, a suon di pasticcini e spumante nella club house del “Green Club”, ospiti del titolare Enzo Belluardo.

Dalla storica “Latteria” di corso Umberto, luogo di ritrovo “obbligato” di generazioni per un caffè o un aperitivo, partiva il “reclutamento” a cavallo tra gli anni 80 e 90, quando la tecnologia non era onnipresente come oggi, e tutto funzionava in maniera più “rudimentale”. In pratica ci si incontrava lì e l’incaricato di turno si appuntava i nomi dei giocatori sul taccuino, e poi ci rivedeva tutti al campo puntuali. Ora anche il gruppo si è “modernizzato”, e le “convocazioni” si fanno via whatsapp. Il gruppo di amici si “rimescola” per dar vita a formazioni sempre diverse, talvolta equilibrate e altre meno, accendendo sfide, rigorosamente senza arbitro, animate da sana competizione che talvolta sfociano in animose dispute verbali su fuorigioco, assist e rigori, poi “esorcizzate” da sincere risate e pacche sulle spalle. Del gruppo attuale fanno parte, oltre ai già citati Gennaro, Pulino, Sveva e Cavallo, anche Peppe Cannizzaro, Giorgio Cannizzaro, Saro Giunta, Stefano Pulino (il “baby” del gruppo con “appena” 35 anni, figlio del “veterano” Carmelo Pulino), e i portieri fissi Nino Fidone e Pinuccio Savarino. E poi ancora Giovanni La Ciacera, Nino Baglieri, Orazio Ruscica e Giovanni Blandino.

Ma cosa provano “Quelli del Green Club” in questi momenti difficili e duri per tutti, in cui le cose che amiamo e che fino a qualche giorno fa davamo per scontate non ci sono più? “Si prova l’ansia di voler ritornare sul campo – dicono all’unisono – perché ciò significherebbe il ritorno alla normalità, di cui tutti sentiamo disperatamente il bisogno”. E allora appuntamento con la nuova serie di partite di calcetto al “Green Club”, al più presto possibile, con la seconda serie dopo i primi 40 anni e, soprattutto, post coronavirus.