I motivi delle dimissioni di Musumeci che resta candidato

E’ bastato un video di 8 minuti e 28 secondi postato sui social nella serata di giovedì a Nello Musumeci per chiudere il suo mandato di presidente della Regione. Un commiato molto virtuale perché Musumeci sceglie la sua pagina Facebook ed ignora Sala D’Ercole per annunciare sostanzialmente le sue dimissioni da presidente della Regione, anche se durante il video sta fin troppo bene attento a non pronunciare mai le fatidiche parole “mi dimetto”. Musumeci ha indicato 4 ragioni fondamentali per il suo passo indietro. Innanzitutto la possibilità di risparmiare una trentina di milioni (altrimenti a carico dei contribuenti) grazie all’accoppiamento di politiche e regionali nello stesso giorno del 25 settembre, il cosiddetto “Election day”. Poi c’è la scuola, che non perderà ulteriore tempo con 2 chiusure consecutive. E per finire l’eventuale acuirsi dell’emergenza covid con la concentrazione di 2 diverse date. Nel suo messaggio neanche un accenno di carattere politico. Come per esempio la guerra apertasi tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. Le fratture interne alla maggioranza, che hanno impedito di gestire al meglio le emergenze, a cominciare da quella dei rifiuti. Musumeci incassa piuttosto il plauso di Giorgia Meloni che probabilmente gli aprirà le porte di un ministero romano a mo’ di riparazione. Musumeci ha però nelle more di un eventuale nuovo incarico politico di essere ancora il candidato della sua coalizione di appartenenza. “Il candidato del centrodestra – ha affermato Musumeci – è il presidente della Regione Siciliana uscente, almeno fino a quando la coalizione non dirà “no, Musumeci non può essere, ce n’è un altro”». E a tal proposito, proprio sul nome del futuro presidente rullano invece i tamburi. La Lega annuncia già di aspirare ad un suo candidato, ma Salvini non si è ancora espresso. Forza Italia ha lanciato Stefania Prestigiacomo, che sarebbe già stata contattata anche da Silvio Berlusconi in persona, al quale la candidata designata avrebbe risposto che accetterà solo se ci sarà unità d’intenti nella coalizione di centrodestra, mentre in casa FdI è Raffaele Stancanelli ad essere il più gettonato. Infine gli autonomisti di Raffaele Lombardo hanno fatto il nome del magistrato Massimo Russo.
MUSUMECI SI E’ DIMESSO: IL 25 SETTEMBRE SARA’ ELECTION DAY CON NAZIONALI E REGIONALI
Finalmente, dopo tanti tira e molla, conferme, smentite, ripensamenti e avvertimenti, Nello Musumeci si è dimesso da presidente della Regione. E lo ha fatto, come era prevedibile, “spremendo” fino alle ultime ore il termine perentorio per far sì che si possa votare anche in Sicilia per le Regionali il 25 settembre, in concomitanza con le elezioni nazionali, nell’ambito del cosiddetto “Election Day”. Insomma, tutto in una volta sola. Presumibilmente si dovrebbe votare anche nella mezza giornata di lunedì 26, proprio per la concentrazione in un’unica tornata elettorale delle elezioni nazionali e regionali. Si prevede altresì che l’astensionismo sia ancora più marcato rispetto agli scorsi appuntamenti alle urne: c’è chi azzarda anche una percentuale inferiore al 50. Segno evidente della disaffezione crescente nella politica e nei politicanti, che godono di livelli di fiducia sempre più risicati. I giovani poi manco ci pensano a recarsi alle urne.