Le 2 facce del turismo siciliano: in estate c’è chi può e chi non può

Le 2 facce del turismo siciliano: in estate c’è chi può e chi non può

Sono le 2 facce del turismo siciliano. Il mese turistico per eccellenza comincia con la crisi che attanaglia e costringe a casa una famiglia su 3 ed il boom degli stranieri che hanno scelto l’Isola come meta delle loro vacanze. Sono 720.000 le famiglie che resteranno a casa o al massimo si concederanno qualche giorno fuori porta con l’occhio ben puntato sul portafoglio. Chi decide di partire lo fa solo per 3-4 giorni all’insegna del low cost. Si va ospiti di parenti che hanno la casa al mare o in campeggi riducendo al massimo le spese. Gli aumenti delle materie prime, dei trasporti e dei servizi peseranno per quasi 2.400 euro l’anno rispetto al 2021 ed il settore alimentare tira la volata perché la spesa costa 510 euro in più. Potrebbe essere il peggior agosto da 25 anni a questa parte e quindi per i siciliani non si profila nessuna ripartenza ma solo uno stop obbligato. L’altro lato della medaglia dice che in Sicilia il 2021 porterà 3 milioni di presenze, con ben il 12% in più rispetto al 2021. Aerei e proti con le navi da crociera che attraccano in gran numero a Catania, Palermo e Trapani riversando in Sicilia stranieri del Nord Europa con tedeschi, inglesi e scandinavi che guidano la lista. Boom nelle isole minori con le Egadi e le Eolie in testa ma le città d’arte non scherzano. Al ristorante la clientela straniera non si fa problemi a pagare un primo piatto da 20 euro in su e consuma pesce di qualità abbinandolo ad etichette di vino pregiate. Il conto lievita ma gli stranieri, abituati a ben altri standard, non se ne fanno un problema. La novità dell’estate 2021 è rappresentata anche dalla piena occupazione fino ad ottobre degli alberghi di categoria superiore.