“Boom” turismo in Sicilia: previsti 15 milioni di visitatori

“Boom” turismo in Sicilia: previsti 15 milioni di visitatori

“Boom” turismo in Sicilia. Le previsioni sulla base di prenotazioni e tendenze del mercato dicono che l’Isola, dopo avere perso il 56% delle presenze nel 2020, nel 2021 ha visto una ripresa del 43,5% e quest’anno dovrebbe arrivare al 47% in più, recuperando il 92,3% dei valori del 2019. Nel 2021 la Sicilia ha registrato 9,5 milioni di presenze (+43,5% sul 2020, pari al 62,9% del dato 2019); alberghi e ristoranti hanno fatturato 2,9 miliardi (+35,8%, il 71,3% del 2019); e un valore aggiunto turistico pari a 4,5 miliardi (+4,8%, l’88,9% del 2019). L’evoluzione ha visto 15,1 milioni di presenze nel 2019, 6,6 milioni nel 2020 e 9,5 milioni nel 2021. La previsione per quest’anno in Sicilia è di 15 milioni di presenze nello scenario più ottimistico (+58,2%), 13,9 milioni nello scenario base (+46,8%) e 12,3 milioni in quello pessimistico (+29,9%). Le ricadute riguardano tutti i comparti legati ai viaggi e ai soggiorni, dalla ristorazione ai servizi di autotrasporto, dai musei alle guide turistiche. Non è un caso che le compagnie aeree, con le low cost in prima linea, hanno aumentato i voli da e per gli aeroporti siciliani che registrano numeri importanti con un giro ben oltre il 30 per cento. La sola Ryanair ha aumentato il suo traffico del 38% e sulla Sicilia opererà ben 530 voli settimanali coprendo tutte le destinazioni europee più importanti. Anche l’aeroporto di Catania registra a maggio un record di 970.000 passeggeri in più rispetto al 2019 e conta di superare nell’arco dell’anno la soglia fatidica dei 10 milioni di passeggeri. Va bene anche Comiso che segna quasi il 50% in più nonostante il numero ridotto di voli. Oltre al mare, con Cefalù, Taormina, S. Vito Lo Capo e Marina di Ragusa mete privilegiate soprattutto dagli stranieri, sono le città d’arte con quelle del sud est siciliano in prima linea. A questo boom concorrono in modo determinante gli stranieri perché gli arrivi dal Nord Europa, Francia, Olanda e Isole britanniche sono consistenti ed in certi casi superano quelli degli italiani. Se queste sono le buone notizie resta il problema del personale insufficiente in ristoranti e strutture alberghiere. Reperire personale è diventato quasi impossibile, non si tratta solo di criticità nei contratti di lavoro ma difficoltà vere e proprie a reperire risorse umane. Difficilissimo trovare poi personale qualificato, una vera impresa. E’ duro infine trovare anche apprendisti.