Gli invasi siciliani garantiranno l’acqua per tutta l’estate

Gli invasi siciliani garantiranno l’acqua per tutta l’estate. Negli invasi c’è mediamente il 17% di acqua in più. Tra questi figura la diga di S. Rosalia che è passata da 14,26 milioni di metri cubi d’acqua del maggio 2021 a 19,23 con un aumento di acqua di quasi il 35%. La situazione dei bacini siciliani è generalizzata e le riserve non fanno temere per un’estate che si annuncia torrida. Se questi dati confortano sono molto più preoccupanti quelli relativi all’aridità perché in Sicilia è a rischio del 70% del territorio. La desertificazione già è palpabile perché i campi siciliani da Trapani a Ragusa stanno producendo il 30% di grano in meno ed in alcuni casi il 50% di agrumi. In prospettiva ci sono quindi rincari per le tavole dei consumatori perché agrumi e pasta costeranno di più. Un fattore che si somma alle conseguenze già palpabili della guerra in Ucraina. Gli agrumi soffrono e il fenomeno della “cascola” è generalizzato, o quasi, soprattutto nelle zone lontane dal mare. La cascola è l’improvvisa perdita del frutto dagli alberi senza un motivo apparente ma che è riconducibile alla mancanza d’acqua. Anche le colture di grano patiscono lo stesso fenomeno ben noto ai botanici e quello che servirebbe sarebbe la fine della siccità con piogge regolari e diffuse che ormai mancano da mesi.