Sicilia in testa sul fronte carovita: un record che non fa piacere

Sicilia in testa sul fronte carovita: un record di cui non si può di certo andare fieri. La Sicilia è infatti in testa per i rincari e per ogni famiglia il costo degli aumenti sarà di 1.700 euro in più sui propri bilanci. L’aumento medio è infatti del 10% in un anno su pane, pasta, carne e frutta che finiscono sulle tavole dei siciliani e nei piatti dei ristoranti. Catania e Palermo sono le più care come certifica la rielaborazione dell’Unione nazionale dei consumatori su dati Istat per il mese di maggio. Il paniere dei prezzi di Catania è cresciuto dell’11,1 per cento. Per cibo e bevande, una famiglia media del capoluogo etneo spende cioè 643 euro in più all’anno. E non va molto meglio a Palermo, quarta a livello nazionale, con una crescita dei prezzi del 9,9 per cento, mentre Messina ha un tasso del 9,2, che vale comunque un posto nella top 10, al settimo posto. E sono sopra la media nazionale del più 7,4 per cento anche Siracusa, più 7,9 per cento, e Trapani, più 7,5 per cento con Ragusa attorno al 5%. In cima alla classifica dei rincari ci sono proprio gli oli di semi, soprattutto quello di girasole che risente direttamente del conflitto in Ucraina, Paese tra i principali produttori, che ha dovuto interrompere le spedizioni a causa della guerra. Il carovita per le famiglie siciliane – con una combinazione di rincari dei prezzi dei beni di prima necessità, dell’energia, della benzina che ha nuovamente superato i due euro a litro e un’inflazione media regionale dell’8,3 per cento – si traduce in una maggiore spesa aggiuntiva annua equivalente in media a 1.551 euro. L’aumento è generalizzato: dal caffè, ormai a 1,20, l’arancino da 2 a 2,30 e oltre, per non parlare di benzina e gasolio passati da 1,80 a oltre 2 euro. La filiera agricola soffre per fertilizzanti, prodotti per la cura delle piante, elettricità, plastica e spedizioni con aumento che in alcuni casi toccano il 40%. Il grano duro, per esempio, è arrivato a 54 centesimi al chilo, l’anno scorso era a 32. I concimi costano 90 euro al quintale contro i 40 euro dello scorso anno.