Nuovo esposto del Codacons sul caro carburante. Ma serve?

Nonostante il taglio delle accise, i rincari alla pompa di benzina e gasolio non si sono fermati. Anzi, in questi ultimi giorni, si è assistito ad un rincaro vertiginoso. Il solito sospetto è che possano esserci speculazioni che vadano al di là della situazione internazionale, certamente difficile, ma non fino al punto da portare la benzina e il gasolio a prezzi così assurdi. E’ quanto sostiene il Codacons, che chiede all’Antitrust e alle procure della repubblica siciliane di attivarsi. Il Codacons ha presentato infatti un nuovo esposto all’autorità per la concorrenza e alle 9 procure siciliane chiedendo di aprire una indagine sulla nuova ondata di aumenti dei prezzi dei carburanti, alla luce delle possibili fattispecie di aggiotaggio e manovre speculative su merci, e di disporre sequestri presso le società petrolifere. Ma questi esposti servono davvero a qualcosa o ci vorrebbe qualcosa di più concreto? Magari qualche indagine fatta come si deve che accerti responsabilità ben precise, invece di andare avanti con questo inquietante e palese immobilismo generalizzato. Oggi la benzina costa oltre il 25% in più rispetto allo scorso anno, mentre il gasolio è rincarato di circa il 33% sul 2021. Un andamento dei listini del tutto anomalo, che si registra nonostante il taglio delle accise disposto dal Governo e che non sembra essere giustificato dalle quotazioni petrolifere. Per dare un quadro della gravità della situazione, basta considerare che in assenza del taglio delle accise pari a 30,5 centesimi di euro al litro, la benzina costerebbe oggi 2,419 euro al litro (2,356 euro il gasolio) superando il record storico raggiunto nell’ottobre del 1976, quando un litro di benzina arrivò a costare 500 lire, pari a 2,31 euro a valori correnti.
LA SICILIA SECONDA REGIONE IN ITALIA PER AUMENTO PREZZI CARBURANTE
Ancora aumenti vertiginosi (e vergognosi) dei prezzi del carburante in Sicilia con la verde 2,069 euro/litro (2,061 precedente), con i diversi marchi compresi tra 2,060 e 2,084 euro/litro (no logo 2,051). Il prezzo medio praticato del gasolio self va a 2,006 euro/litro (contro 1,994), con le compagnie tra 2,004 e 2,011 euro/litro (no logo 1,994). E’ quanto risulta a Quotidiano Energia dai dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Mise aggiornati. Una situazione impossibile, che sta diventando sempre più un problema, complice anche l’arrivo dell’estate dove storicamente i prezzi dei carburanti salgono. Inoltre, è inflazione record in Sicilia, con il tasso annuo di crescita dei prezzi al dettaglio che a maggio raggiunge quota +8,3% e picchi del +8,8% a Palermo e Catania. Sono questi i dati diffusi dall’Istat. In Sicilia dunque i prezzi al dettaglio crescono più velocemente rispetto al resto d’Italia, e solo il Trentino Alto Adige registra numeri più pesanti della nostra regione. Mentre la media nazionale dell’inflazione si attesta a maggio al +6,8%, in regione i listini crescono del +8,3%, raggiungendo quota +8,8% a Catania e Palermo. Fare un pieno è diventato ormai un lusso e il governo nazionale, a parte aver tagliato le accise (sai che sforzo), resta sordo alla richiesta d’aiuto che arriva da tutte le famiglie italiane. E poi ci si lamenta dell’astensionismo dilagante alle urne.