Reddito di cittadinanza in Sicilia: solo l’1% dei beneficiari ora lavora

Reddito di cittadinanza in Sicilia: solo l’1% dei beneficiari ora lavora

Più di mezzo milione di beneficiari, ma solo l’1% ha trovato lavoro. Il reddito di cittadinanza in Sicilia mette a nudo tutte le criticità che avevano accompagnato sin dall’inizio la misura di sostegno per chi non ha un lavoro. I numeri dicono che i siciliani percettori del reddito di cittadinanza sono 556.754 ma solo 6.662 sono quanti hanno avuto un contratto di lavoro dopo le segnalazioni dei navigator, le figure istituite per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro. In Sicilia ne sono stati assunti 402 al servizio dell’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) che hanno agito in collaborazione con i centri per l’impiego. Il sistema ha funzionato poco e male perché, secondo i dati ufficiali, a distanza di quattro anni sono ancora 212 mila i beneficiari di reddito ancora in attesa di convocazione da parte dei centri per l’impiego ed appena 106 mila persone hanno sottoscritto il patto di servizio, necessario per essere avviati al lavoro. Né hanno funzionato gli stage proposti a 13 mila beneficiari perché solo 2.767 li hanno portati a termine. Non è andata meglio per i tirocini formativi proposti ad una platea di 50 mila persone ma che solo in 10 mila hanno concluso. Il tutto mentre in Sicilia, grazie anche alla ripresa dei servizi turistici, dalla accoglienza alla ristorazione, la richiesta degli operatori del settore è stata altissima ma non è stato possibile reperire figure professionali adatte o quantomeno forza lavoro da impiegare nei bar, nei ristoranti o negli alberghi. La prospettiva di un lavoro con orari ed obblighi ben precisi non ha convinto giovani e meno giovani che hanno preferito godere della protezione di un sostegno minimo, mediamente attorno ai 600 euro mensili, e magari integrare in nero quando se ne è presentata la possibilità.