Bruciato un milione di posti di lavoro nel 2020 a causa del covid

Bruciato un milione di posti di lavoro nel 2020 a causa del covid

Secondo l’Istat nel 2020 in Italia si sono persi circa un milione di posti di lavoro a causa delle restrizioni dovute alla pandemia. Anche la Sicilia ha pagato il suo prezzo alla grande crisi. In base all’elaborazione dell’Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro su dati Istat, i dipendenti (in media annua). Sono 13.000 i posti di lavoro persi in Sicilia nel 2020 causa delle restrizioni dovute alla pandemia con una flessione complessiva dell’1,2%.

In Sicilia sono diminuiti di 20.000 unità i dipendenti a termine (- 7,8%), cioè precari, partite Iva, collaboratori, stagionali regolari e coloro ai quali non è stato rinnovato il contratto a termine (le uniche categorie non tutelate dal blocco dei licenziamenti); mentre i dipendenti permanenti sono cresciuti di 7 mila unità (+0,9%). I dati sono contenuti nel report dell’Istat dal quale emerge che pur con il -1,2% la Sicilia ha subito una perdita di posti di lavoro nettamente inferiore rispetto alle altre aree del Paese: al Sud – 11,6% a termine, +0,4% stabili, totale -2,3%; al Centro, -14,5% a termine, +1,1% stabili, totale -1,5%; nel Nord-Est -12,5% a termine, +1% stabili, totale -1,2% (come la Sicilia); nel Nord-Ovest, -13,1% a termine, +0,1% stabili, totale -1,7%; complessivo Italia, -12,8% a termine, +0,6% stabili, totale -1,7%. Considerando il dato siciliano, tuttavia, sfugge quel fenomeno, molto più diffuso in Sicilia, degli stagionali del turismo, della ristorazione e dei mercatini, reclutati in nero, che non “esistendo” ufficialmente non hanno avuto diritto ad alcun ristoro per cui è ragionevole pensare che la perdita effettiva di reddito è molto più diffusa del dato ufficiale.