C’è la zona rossa, ma solo un siciliano su 10 resta a casa

C’è la zona rossa, ma solo un siciliano su 10 resta a casa. La zona rossa voluta dal presidente della Regione Nello Musumeci e dall’assessore regionale alla sanità Ruggero Razza non viene rispettata da tutti ed il presidente della Regione ha chiesto ai 9 prefetti dell’isola e ai sindaci controlli a tappetto sulle strade per evitare assembramenti e comportamenti collettivi “trasgressivi” e, se necessario, anche sanzioni e denunce, perché il tempo della tolleranza è finito. Molta gente, giovani in particolare, non dismette vecchie abitudini e resta in giro piuttosto che limitarsi al minimo indispensabile. I numeri forniti da Apple, che ha registrato i movimenti fatti negli ultimi giorni dai possessori di Apple watch, iPhone, ed iPad confermano quanto è ben riscontrabile solo andando in giro per le città. L’azienda di Cupertino ha osservato un calo settimanale degli spostamenti a piedi di appena il 6 per cento domenica 16 ed anche lunedì, martedì e mercoledì i valori sono rimasti attorno a quella cifra.

Un calo poco sensibile e sicuramente ben al di sotto delle aspettative con l’adozione della zona rossa. Nonostante dpcm e ordinanze, i numeri del contagio sono ancora troppo alti, La Sicilia è seconda in Italia con un Rt pari a 1,27 e il calo registrato in tutta Italia, sotto 1, è stato inferiore in Sicilia. L’unica soluzione per evitare la serrata assoluta come a marzo, con tutti i negozi, le scuole e le attività a luci spente sono i controlli. Se non ci sarà una inversione di tendenza la Sicilia non ha speranza di uscire dalla zona rossa a fine gennaio e si avvierà verso un febbraio ancora più rosso con un giro di vite strettissimo.