La Sicilia vuole i vaccini anti covid per il personale scolastico

La Sicilia vuole i vaccini per il personale scolastico. L’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla ha riferito in sede di Commissione Cultura all’Ars, di avere sollecitato l’inserimento in Fase 2, quindi a partire da marzo, del personale docente esposto a maggiore rischio lavorativo o in documentate condizioni di particolare fragilità. Dice Lagalla: “I numeri in nostro possesso ci rassicurano, almeno in questo momento, in ordine al trascurabile rischio di potenziale contagio in ambiente scolastico dove, peraltro, il rispetto dei criteri di distanziamento e il mantenimento dei dispositivi di protezione individuale contribuiscono a limitare il pericolo di trasmissione dell’agente virale. A questo punto, per non pregiudicare il lavoro fin qui svolto e per evitare ulteriori difficoltà al proseguimento delle attività didattiche è fondamentale vigilare sulle aree urbane in prossimità degli istituti scolastici, dove occorre prevenire il formarsi di assembramenti, soprattutto da parte dei genitori».

I numeri danno ragione a quanti pensano che le scuole siano sicure perché nello screening che ha riguardato quasi 60.000 soggetti (tra docenti ed alunni) i quali, dal 14 al 18 gennaio, si sono volontariamente sottoposti a tampone in tutte le nove province siciliane, in totale sono stati individuati “solo” 621 casi di positività al covid, con un’incidenza dell’1,01%, che appare nettamente inferiore al rapporto positivi/tamponi registrato nella popolazione generale. L’eventuale vaccino per docenti e personale scolastico, che deve essere comunque autorizzato dal Ministero della Salute, potrebbe schiudere le porte anche degli istituti superiori che dalla ripresa post Natale è ancora in regime di didattica a distanza (Dad) così come gli alunni degli ultimi due anni della scuola media.