Il cashback e la pandemia hanno favorito i Pos in Sicilia

Il cashback e la pandemia hanno favorito i Pos in Sicilia

Ai siciliani piace la moneta elettronica. Il cashback e la pandemia hanno reso capillare la diffusione dei Pos, che nel comparto commercio sfiorano ormai il 100%. Per Confcommercio Sicilia il piano di Stato che rimborsa il 10 per cento dei pagamenti digitali ha spinto molti siciliani a modificare le loro abitudini riducendo al minimo i pagamenti in contanti. Gli osservatori calcolano in circa 200 milioni le transazioni effettuate con le varie carte con una ricaduta di 20 milioni sui conti correnti dei contribuenti entro l’inizio di marzo. Se si considera che nel 2019 il pagamento in contanti in Sicilia rappresentava l’88% delle transazioni si tratta di un grande salto in avanti a tutto vantaggio di trasparenza e limitazioni di illegalità diffuse. Il numero dei Pos, invece, come si legge nel rapporto annuale della Banca d’Italia era di 95.309 nel 2010, nel 2018 erano già il doppio, e nel 2019 sono arrivati a quota 237.685. Nel giro di dieci anni il rapporto per abitante è passato da uno ogni 53 abitanti a uno ogni 21 siciliani. Se queste sono buone notizie per l’economia va meno bene sul fronte dell’evasione fiscale. All’appello mancano 8 miliardi secchi che fanno della Sicilia la terza peggior regine d’Italia dopo Molise e Veneto e dal lavoro nero c’è un mancato gettito di altri 6 miliardi a causa di 303 mila lavoratori senza contratto.