Il ritorno alla didattica a distanza fa discutere in Sicilia

Il ritorno alla didattica a distanza fa discutere in Sicilia

I contagi crescono, gli ospedali tornano ad essere sotto pressione ma in tutta la Sicilia è il ritorno alla didattica a distanza tiene banco. “Abbiamo sospeso la scuola in presenza – dice l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla – nella settimana che dal punto di vista epidemiologico dovrebbe coincidere con la massima punta di contagio contratto nel periodo natalizio. Dipende dai dati. Vedremo se rimandare a scuola i ragazzi già dal 18 come previsto o se chiudere qualche altro giorno le scuole”.

Gli fa eco lo stesso ministro, Lucia Azzolina. “Sono molto preoccupata- dice il ministro- la Dad non può più funzionare, c’è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati ed sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”. A Ragusa è nato per iniziativa di alcuni genitori il comitato “Difendiamo le scuole aperte in Sicilia” che ha lanciato subito una petizione on line. Un richiesta di riapertura delle scuole è stata avanzata al presidente della Regione ed al Prefetto di Ragusa. Il corpo docente è disorientato, in particolar modo quello della scuola elementare e media che è stato costretto alla Dad nonostante i buoni risultati di inizio anno.