Sicilia: chiusi ristoranti, bar e pasticcerie. Negozi aperti

Sicilia: chiusi ristoranti, bar e pasticcerie. Negozi aperti

La Sicilia è diventata arancione. L’indice Rt cresce, i contagi aumentano ed il governo regionale ha chiesto, ed ottenuto, di passare subito alla zona arancione per arginare il diffondersi dei contagi. La misura si è concretizzata dopo i contatti tra Roma e Palermo e resterà in vigore fino a venerdì 15. Dice il presidente della Regione Nello Musumeci: “C’è un solo rimedio, purtroppo, per evitare l’ulteriore crescita dei contagi in Sicilia: adottare misure restrittive, tenendo conto anche delle indicazioni arrivate dal Comitato tecnico scientifico regionale”. Palermo ha previsto ulteriori misure oltre a quelle previste per la zona arancione. Nel dettaglio si mantengono i controlli per i passeggeri in arrivo nell’Isola (registrazione obbligatorio sul sito dedicato e tampone rapido), così come la riduzione dei voli da e per la Sicilia. Previste misure di distanziamento interpersonale negli esercizi commerciali, con la previsione di screening per gli operatori. I sindaci hanno la facoltà di regolamentare l’accesso nelle zone commerciali per evitare gli assembramenti.

Un capitolo specifico è dedicato alla scuola dove si registrano forse le novità più sostanziali e più impattanti soprattutto se considerate alla luce delle rassicurazioni che fino a pochi giorni fa erano state date da vari esponenti del governo regionale e nazionale. Si comincia, innanzitutto dalle scuole elementari e medie che proprio giovedì hanno ripreso l’attività didattica. Da Lunedì a sabato 17 è stata sospesa l’attività didattica in presenza. Lo stesso accade per le superiori, che avrebbero dovuto aprire lunedì. L’attività in presenza è prevista dal primo febbraio, se la curva dei contagi scenderà. Per tutto il mese confermata la Dad. Inutili i vari piani trasporto cui prefetture, scuole ed enti locali si sono dedicati dalle ultime settimane. Prosegue normalmente, invece, l’attività in presenza per nidi, asili e scuole dell’infanzia.

Queste, nel dettaglio, le regole previste per la zona arancione

Sono ammessi gli spostamenti all’interno del comune di residenza senza motivo e senza autocertificazione.

Si può passeggiare e fare sport lontano da casa.

Negozi di abbigliamento, parrucchieri e centri estetici sono aperti.

Chiusi invece bar e ristoranti, dove però resta consentito l’asporto e la consegna al domicilio.

Vige il coprifuoco dalle 22.00 alle 5 del mattino. In questa fascia oraria è vietato uscire di casa se non per motivi di salute, lavoro e necessità varie. Chi infrange il coprifuoco senza giustificazione rischia la multa da 400 a 1.000 euro.

Possibile il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, come come spostarsi per motivi di lavoro, salute o necessità, senza distinzione tra giorni e orari. Sono vietati gli spostamenti fuori Regione, anche per andare a trovare parenti e amici.

Si può uscire dai confini del comune per fare la spesa, andare alle Poste o in banca, per motivi di lavoro e salute, muniti di autocertificazione per gli spostamenti. In zona arancione è ammesso lo spostamento verso la seconda casa fuori dal comune ma senza uscire dalla regione.

Ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie sono chiusi al pubblico. Tuttavia è sempre consentito il servizio di asporto fino alle 22 e la consegna al domicilio senza limitazioni orarie.

Sono aperte mense e catering su base contrattuale e i ristoranti all’interno degli alberghi (soltanto per gli ospiti della struttura).

Sempre aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio in autostrada, ospedali e aeroporti.

All’interno dei centri commerciali sono aperti supermercati, tabaccherie, edicole, farmacie e parafarmacie ed anche negozi di abbigliamento per adulti e bambini. I negozi sono aperti anche nei centri storici cittadini secondo le normali regole di igiene e sicurezza (gel igienizzante, mascherina obbligatoria e contingentamento degli ingressi) a meno che non ci siano delle ordinanze restrittive a livello locale.