I saldi sono partiti ma i siciliani hanno le tasche (quasi) vuote

I saldi sono partiti ma nelle tasche dei siciliani ci sono pochi euro. L’anno scorso all’avvio dei saldi c’erano in tasca di ogni persona 140 euro da spendere, quest’anno appena 80. Il settore commercio, ed abbigliamento in particolare, è stato insieme al turismo quello che ha pagato il pegno più pesante al corona virus. Secondo il rapporto di Confcommercio Sicilia sono andati in fumo 4,1 miliardi in un settore che rischia tra i 10-12 mila posti di lavoro con la fine della cassa integrazione. Ogni commerciante ha registrato un calo tra il 30 ed il 50 per cento in meno ed i saldi poco potranno fare a risollevare il comparto se non immettere un minimo di liquidità in circolo. La strage di negozi segna vittime sempre più numerose. Nei primi 9 mesi dell’anno si sono abbassate 3.600 saracinesche e le nuove attività, appena un terzo di quelle chiuse, non bastano a dare un segnale di ottimismo. Chi soffre di più è l’abbigliamento, le calzature ed anche la nicchia rappresentata da matrimoni e cerimonie. La resa dei conti avverrà in primavera quando i benefici della cassa integrazione si esauriranno con 76 mila contratti a rischio. C’è solo da sperare nell’abbassamento dei contagi, nel vaccino, nella fiducia che ritorna e nella ripresa anche se le stime dicono che rispetto al 2019 il reddito per ogni siciliano diminuirà di 1.500 euro.