Un terzo di assunzioni in meno effettuate nel 2020 in Sicilia

Un terzo di assunzioni in meno effettuate nel 2020, un altro 17% in meno previsto nei primi sei mesi di quest’anno, e 54mila imprese in crisi di liquidità che non sanno se riusciranno a proseguire l’attività. Il Covid ha lasciato una primo grave ferita nel sistema economico della Sicilia, secondo quanto emerge dal rapporto Excelsior elaborato da Unioncamere e Anpal. Le assunzioni effettuate dalle aziende sono state 192mila nei dodici mesi del 2020, con un calo di quasi un terzo; a dicembre, in particolare, la flessione più evidente con 10.260 entrate (-31% rispetto al dicembre 2019, quando solitamente entrano in gioco gli stagionali per le vendite natalizie). La previsione parla di 35.290 assunzioni stimate entro il prossimo mese di febbraio, ma su questo dato c’è molta incertezza, perchè parallelamente, sul campione di 86.080 imprese analizzate, ben 14.640 prevedono di ridurre l’organico e solo 3.780 di aumentarlo, tutte le altre si limiteranno a mantenere l’esistente. Nel campione 53.940 imprese hanno forti problemi di liquidità non risolti dai provvedimenti nazionali e regionali, e comprendono i due terzi dell’industria e del terziario. Sempre sul campione di 86.080, le imprese in fase di recupero sono 73.180 e sperano di superare la fase critica entro giugno. Delle 35.290 entrate di personale previste entro febbraio, 9.740 riguardano l’industria e 25.560 i servizi, ma solo 6.610 saranno richieste dal commercio e 3.060 dal turismo e ristorazione, il resto andrà ai servizi alle imprese e alle persone. Il rapporto evidenzia anche che c’è una forte richiesta di professioni e competenze legate alla digitalizzazione e alla lotta al covid.