Sciascia nel centenario della nascita e l’amicizia con Bufalino

Sciascia nel centenario della nascita e l’amicizia con Bufalino

La Sicilia ricorda Leonardo Sciascia nel centenario della nascita. Lo scrittore di Racalmuto ha incarnato l’impegno civile dell’intellettuale, del grande moralista che si erge a giudice e coscienza della nazione. Tante le sue battaglie contro l’ingiustizia ed il “potere” e le falsità. Lo scrittore aveva il coraggio, il tormento, e i dubbi, di chi sa andare contro corrente, sfidare i luoghi comuni, smascherare cecità e pregiudizi. La sua casa estiva di contrada Noce a Racalmuto fu una finestra sul mondo alla quale si sono affacciati intellettuali, giornalisti, scrittori, artisti che con Sciascia hanno condiviso i tormenti di un tempo difficile in una Italia attraversata dalle stragi, dalle trame oscure della mafia e da una politica deviata.

Sciascia amò la Spagna, la Francia, l’America attraverso la mediazione della Sicilia: ebbe la fortuna di imbattersi in molti di quei frammenti di storia, arte, letteratura e poesia che dalla Spagna, dalla Francia, dall’America erano disseminati nelle terre siciliane. Trasse spunto per i suoi scritti dalle dirette esperienze di vita e di storia siciliana, dalle quali non poteva distrarre gli occhi e che poi saranno oggetto delle sue più significative opere.

Strinse amicizia con due personaggi iblei soprattutto nella parte conclusiva della sua vita. Con Gesualdo Bufalino intrattenne corrispondenza e non poche volte vene a visitarlo nella sua Comiso. Con lo scrittore comisano condivideva una visione pessimistica del mondo e la fiducia nella forza delle arti e delle lettere. Scrisse così Bufalino: “L’impegno culturale di Sciascia io credo che sarebbe sempre in direzione della garanzia dei diritti dell’uomo e del cittadino. Naturalmente nella querelle attuale, nella grande battaglia che c’è fra rigore e tolleranza, lui sarebbe stato dalla parte dei tolleranti, ma sempre senza dimenticare per questo di trovarsi nella barricata opposta rispetto ai corrotti e ai corruttori». In “Storia di un’amicizia” Giuseppe Leone, fotografo ragusano, fissa i momenti del fervido rapporto tra i due letterati e stringe una amicizia sincera. E’ Leone a portare spesso Sciascia nel Ragusano, dove apprezza le bontà culinarie e le meraviglie barocche. A Scicli c’è poi Piero Guccione, di cui lo scrittore ama i mari e la luce e di cui scrive pagine liriche.