Covid: in Sicilia l’indice di contagio è salito all’1,22 in pochi giorni

Covid: in Sicilia l’indice di contagio è salito all’1,22 in pochi giorni

In Sicilia cresce l’indice di contagio. L’Rt è salito negli ultimi giorni da 1.19 a 1.22 e pone la Sicilia al secondo posto dopo la Campania. L’allarme all’assessorato alla Salute è già scattato ma l’assessore esclude un lockdown generalizzato, al massimo sarà limitato ad alcune aree più a rischio. Fiducioso, nonostante tutto, l’assessore Ruggero Razza: “La situazione degli ospedali in Sicilia è sotto controllo, abbiamo fatto la scelta consapevole di evitare qualsiasi lockdown. Non possiamo permetterci una chiusura del sistema sanitario – dice Razza – nei mesi scorsi il numero di tamponi era bassissimo e quello dei ricoveri dieci volte quelli attuali, quindi la strategia messa in atto dalla Regione sta dando i suoi frutti. Noi stiamo valutando un provvedimento che non vedrà il lockdown se non selettivo in alcune aree. La scelta della Regione sarà quella di fare quanto più è possibile test diagnostici per rilevare anche i positivi”. Tra i provvedimenti immediati presi una circolare a tutti i primari di reparti Covid con la quale si invita a dimettere i pazienti positivi ma che non hanno più sintomi evidenti, cioè febbre alta e affaticamento respiratorio.

Il piano è di liberare quanto più possibile letti negli ospedali per destinarli ad un eventuale aumento dei pazienti colpiti dal virus, evitando così di aprire nuovi ospedali covid: “Al momento è in programma solo Partinico e liberando posti occupati inutilmente reggeremo ancora”, dice l’assessore. Si legge nella circolare: Si ribadisce la necessità di favorire il turnover dei pazienti in modo da rendere disponibili i posti letto ospedalieri”. Dettate anche le regole per l’isolamento domiciliare: “Occorre avere una stanza isolata e un bagno accessibile separatamente i n caso contrario il malato va ospitato in un centro di bassa intensità”. I cosiddetti Covid hospital, che la Regione sta creando non sono in strutture alberghiere, come il San Paolo a Palermo, ma anche trasformando diverse residenze sanitarie assistite convenzionate con l’assessorato. L’obiettivo è quello di garantire i posti letto ospedalieri soltanto a chi ne ha bisogno evitando così di stressare il sistema, già in difficoltà nei grandi ospedali come Cervello a Palermo o San Marco a Catania. Dopo questa circolare dalla Regione ribadiscono di non avere in programma altre aperture di ospedali Covid dopo Partinico, che avrà una disponibilità totale di circa 60 posti.