Covid in Sicilia: acquistati 2 milioni di tamponi rapidi

Covid in Sicilia: acquistati 2 milioni di tamponi rapidi

Nello Musumeci è sul chi vive ma non allarmato. I contagi in Sicilia sono in aumento e rischiano di passare la soglia della sostenibilità del sistema sanità. “In questa seconda fase, in Sicilia siamo in una condizione non allarmante rispetto ad altre regioni”, ha detto il presidente della Regione- L’assessore alla Salute ha concordato con il sistema sanitario di fare i tamponi a tutti gli abitanti delle isole siciliane, circa 30.000. Abbiamo acquistato 2 milioni di tamponi rapidi. Siamo nella consapevolezza di potere gestire questo momento”.

Ma la Sicilia con l’11,5% è la regione italiana con la maggiore percentuale dei casi di coronavirus ospedalizzati, una cifra nettamente superiore alla media nazionale del 6,6%, seguono la Liguria (10,4%) Lazio (9,9%), Puglia (8,9%), Piemonte (8,6%), Abruzzo (8,2%), Basilicata (7,9%). Lo rivela il monitoraggio della Fondazione Gimbe che sottolinea come “da fine luglio si rileva in Italia un incremento dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva, che sono aumentati rispettivamente da 732 a 3.625 e da 49 a 319 “. “Se il dato nazionale – dice il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta – non lascia intravedere alcun sovraccarico dei servizi ospedalieri, iniziano ad emergere differenze regionali rilevanti”. Musumeci ha rivendicato il merito di avere preceduto il Governo nazionale sull’obbligo dell’utilizzo della mascherina anche nei luoghi aperti. “Chiedo ai nove prefetti della Sicilia – dice Nello Musumeci- di allertare e coinvolgere maggiormente le forze dell’ordine per più controllo ma anche per le sanzioni”.