Riparte la scuola ai tempi del covid tra nuove regole e timori

Riparte la scuola ai tempi del covid tra nuove regole e timori

La scuola siciliana riparte giovedì. Ufficialmente l’anno scolastico è iniziato il primo settembre coni corsi di recupero e la programmazione da parte dei docenti mentre le lezioni hanno avuto inizio il 17 ma solo per quelle poche scuole non sede di seggio elettorale. La coincidenza delle votazioni per il referendum ha infatti consigliato ai consigli di istituto di rinviare al 24 per avere più tempo per attrezzare le scuole e assumere il personale. Permangono tuttavia molti interrogativi ed incertezze soprattutto in relazione all’emergenza covid. Per i 700.000 alunni siciliani dalle elementari alle superiori sarà un anno di novità. A cominciare dagli ingressi e dalle uscite differenziate, da un orario necessariamente più snello e per il mantenimento, nonostante tutto, delle lezioni a distanza per le classi delle superiori che mediamente vengono “spezzate” in gruppi in presenza e a distanza. Sulla scuola pesa l’incognita virus e le precauzioni con banchi singoli, percorsi alternati in entrata ed uscita, arieggiamento delle aule, sanificazioni sono state tutte messe in campo.

Difficile dire se funzionerà ma la platea di alunni e relative famiglie, i trasporti multipli possono favorire la trasmissione del covid. La scuola iblea non sfugge a questo scenario ma si presenta, almeno in partenza, senza grandi problemi di fondo. Il servizio mensa partirà solo nella prima decina di ottobre, i trasporti sono assicurati tra pullman e convenzioni con l’Ast. Anche negli istituti iblei restano ancora da nominare supplenti, sono due mila in tutta la Sicilia, ed alcuni titolari di cattedra perché le operazioni sono andate a rilento ma entro il mese tutto dovrebbe andare a regime. La macchina scuola si è comunque messa in moto e dopo cinque mesi di stop e didattica a distanza se ne sentiva il bisogno.