I numeri del turismo estivo in Sicilia sono in caduta libera

I numeri del turismo estivo in Sicilia sono in caduta libera

Un recupero parziale ad agosto, ma i numeri del turismo estivo in Sicilia sono in caduta libera. Soprattutto per gli stranieri che sono passati da un milione 117.000 del luglio 2019 a 289.000 dello stesso mese di quest’anno. Ha tenuto in qualche modo il turismo italiano con tante difficoltà. I dati ufficiali dell’Osservatorio regionale per il Turismo fanno il punto rispetto al balletto di numeri spesso e volentieri rilanciati da provincie e comuni che risultano parziali e quindi non sempre attendibili. Il lockdown, e quel che ne è seguito, ha colpito duro anche se la Sicilia nel comparto turismo è tra quelle ,insieme alla Puglia, che ne è uscita meno peggio. In Sicilia, nonostante caro voli, viabilità precaria e tariffe non sempre economiche, sono arrivati gli italiani anche se a luglio la percentuale è -61,7 per cento rispetto allo scorso anno e –15 per cento relativo agli italiani e -37 complessivamente ad agosto. In totale nel mese clou dell’estate i turisti sono stati un milione 877.000. La permanenza in alberghi e strutture ricettive in genere non è cambiata di molto perchè mediamente è stata tagliata solo una notte rispetto al passato.

C’è ancora l’autunno per recuperare un po’ di terreno perduto anche se la stagione, se non compromessa, per tutti gli operatori è certamente deficitaria. Secondo le previsioni dell’Enit in autunno il 58% degli italiani ha in programma almeno un soggiorno in autunno saranno ancora vacanze al mare (57%) o in montagna (48%), ma si prevede anche un ritorno alle città d’arte (42%). Tra gli altri tipi di soggiorno, quelli enogastronomici (29%), al lago (29%) e alle terme (28%). Il 33% poi già pensa alle vacanze di Natale, per il 92% in Italia, in particolare in Lombardia, Sicilia, Piemonte e Campania. Per l’Isola ancora una carta da giocare soprattutto se arriveranno i 75 milioni che la regione ha stanziato per pacchetti turistici che serviranno come ristoro per un comparto in sofferenza.