Scuola, caos graduatorie provinciali supplenti: anomalie ed errori

Scuola, caos graduatorie provinciali supplenti: anomalie ed errori

Sono state rese pubbliche le prime graduatorie provinciali per le supplenze, oltre 750.000 domande presentate entro il 6 agosto scorso, ad oggi piene di anomalie ed errori. Sono stati riscontrati casi in cui le scuole “polo”, ossia gli istituti delegati al controllo entro 5 giorni delle autocertificazioni inserite nel sistema, hanno riconosciuto 15 anni di servizio sul sostengo a chi non aveva lavorato neanche un giorno in quel ruolo, oppure errori di attribuzione delle cattedre (ad esempio francese a chi non l’ha mai studiato), o ancora sono stati attribuiti ad un 22enne 80 punti soltanto per titoli non raggiungibili neppure con due lauree e tre master. Addirittura a Palermo sono comparsi in graduatoria insegnanti con titoli di servizio con cifre negative: -7,5, -8,5, -50 ed in altra regione un insegnante con punteggio monstre di 3.354 punti validati dall’istituto che a campione deve effettuare i controlli. Inspiegabile anche come alcuni precari con punteggio zero perché senza servizio siano risultati in prima fascia o l’attribuzione ad alcuni insegnanti di più anni di servizio del dovuto.

Casi non isolati che si uniscono ai disservizi informatici già creati dai server per la compilazione della domanda. Alcuni iscritti regolarmente dopo aver avuto risposta positiva dal sistema non si ritrovano negli elenchi. Già partite le richieste di ricorsi ai tribunali amministrativi che, a detta della Cisl, comprometteranno non solo l’avvio dell’anno scolastico ma tutte le attività didattiche, anche se il ministero è intenzionato a risolvere in fretta questa fase ed a passare alle chiamate in cattedra.

L’anno scolastico, secondo le stime dei sindacati, inizierà con 200.000 ruoli mancanti: serviranno supplenti ma c’è difficoltà nel loro reclutamento, dovuta ai naturali pensionamenti non ancora sostituiti ed ai concorsi in ritardo. In Campania resteranno vacanti quasi la metà dei posti messi a disposizione, in Lombardia invece mancheranno 2.000 insegnanti di sostegno e nelle altre regioni il quadro si ripete. Neanche la “chiamata veloce” che permette ai precari di scegliere volontariamente di andare a lavorare in un’altra regione dove ci sono posti disponibili riuscirà a risolvere questo problema.