Studio dall’Australia sulle conseguenze del covid 19

Studio dall’Australia sulle conseguenze del covid 19

L’ultimo studio condotto dall’Australian National Phenome Center (Anpc) della Murdoch University conferma quello che oramai non è più un sospetto. Il Sars Covid-2 che in precedenza si pensava colpisse solo il sistema respiratorio, comporta conseguenze permanenti e spesso di grave entità anche per altri organi. Genera, infatti, una patologia metabolica multiorgano e non solo un’infezione polmonare o un’influenza per quanto severa.

Gli studiosi analizzando vari campioni di plasma sanguigno raccolti dai pazienti che si sono infettati nell’Australia Occidentale hanno scoperto come l’impronta biologica della patologia includa varie conseguenze di natura epatica, di dislipidemia (alterazione dei lipidi nel sangue), di diabete e di malattia coronarica, cioè cambiamenti sistemici nella biochimica a lungo termine indipendenti dalla gravità dei sintomi dell’apparato respiratorio.

Una conferma arriva anche dalla ricerca italiana, da uno studio pubblicato da un gruppo di medici del Policlinico Gemelli di Roma, guidato dal geriatra Angelo Carfì, che ha coinvolto 143 pazienti ricoverati per il coronavirus e successivamente dimessi.

Di questi, a due mesi dalla comparsa dei primi sintomi, soltanto il 12,6% era totalmente privo di sintomi, il 32% aveva ancora uno o due sintomi, il 55% addirittura tre o di più. Nessuno aveva febbre o sintomi associati alle infezioni più gravi, ma è stato diagnosticato un peggioramento delle condizioni di vita per il 44% dei partecipanti.

Il campione dello studio è piccolo ma altri studi condotti nel Regno Unito ed in Germania sono arrivati a conclusioni simili, suggerendo che a manifestare sintomi della malattia a due mesi e più dal contagio sia la maggioranza dei pazienti, indipendentemente dalla gravità delle infezioni e dalle malattie pre-esistenti.