Sicilia poco “sostenibile”: Ragusa è solo al 79° posto in classifica

Sicilia poco “sostenibile”: Ragusa è solo al 79° posto in classifica

Sicilia poco “sostenibile” e Ragusa è 79ma nella classifica dei capoluoghi di provincia. Lo dice il quinto rapporto Smart City Index 2020 di EY, che analizza le 109 città capoluogo italiane, classificando il loro sviluppo in termini di reti e infrastrutture e misurando la loro capacità di innovare e offrire servizi di qualità ai propri cittadini. I capoluoghi siciliani sono bocciati per mobilità, ambiente, acqua, verde e rifiuti. Il report di EY divide le città in metropolitane, medie e piccole. Emerge che ben 3 città metropolitane sono presenti nella top 5 (oltre a Torino e Bologna sul podio, c’è Milano al 5° posto), e Firenze che chiude la top 20; solo un’altra città è presente nelle prime 30 (Venezia), mentre le altre grandi metropoli si classificano oltre il 40° posto, con Catania al penultimo posto tra le città italiane. La prima siciliana è Agrigento, 66mo posto, poi Ragusa. Tutte le altre siciliane si trovano in fondo alla classifica: Caltanissetta 92ª con 19,47, seguono a ruota Messina a 18,84 e Palermo 94ma a 18,68; Siracusa in 96ª posizione con uno score di 17,43; in fondo troviamo Trapani 105ª con 10,55, Enna 106ª con 8 e Catania penultima, al 108° posto, con un punteggio di 5,05. Per la cronaca, ultima è Crotone che chiude a zero punti.

Particolare brutta figura l’Isola la fa sul piano della mobilità sostenibile, analizzata sulla base di 21 indicatori riguardanti le infrastrutture di mobilità elettrica, ciclabile, pedonale e condivisa, e gli incentivi alla mobilità sostenibile, come il Piano urbano di mobilità sostenibile che tutte le città stanno varando e adottando, con tempistiche diverse, per cui alcune città sono più avanti di altre. Se nelle città del Nord con Milano capofila, la una diminuzione di auto dal 2002 al 2018 (addirittura Milano ha “eliminato” oltre 100 mila veicoli dalla città) è un dato di fatto, in 3 città del Sud si è registrato un aumento (Messina, Catania e Reggio Calabria) in controtendenza a quelli che sono gli standard europei.