La più innovativa bioraffineria d’Europa è a Gela

La più innovativa bioraffineria d’Europa è a Gela

E’ la “la più innovativa bioraffineria d’Europa”. E’ stata inaugurata a Gela grazie alla riconversione degli impianti della raffineria costruiti nel 1962. Al posto di una raffineria inquinante e ormai obsoleta c’è invece una raffineria con una capacità di lavorazione fino a 75 mila tonnellate annue, capace di trattare quantità elevate di oli vegetali usati e di frittura, grassi animali, alghe e sottoprodotti di scarto per produrre biocarburanti di alta qualità. E’ costata 294 milioni di euro cui si aggiungono 73 milioni di investimento per la realizzazione del futuro impianto per il pre-trattamento delle biomasse, che verrà completato entro il terzo trimestre 2020 e consentirà di alimentare la bioraffineria interamente con materie prime di seconda generazione, composte da scarti, oli vegetali grezzi e materie advanced, cioè biomasse da scarti animali e vegetali. I lavoratori Eni impiegati sono oltre mille, di cui 426 nella bioraffineria. La realizzazione della bioraffineria Eni di Gela garantisce il miglioramento di tutte le matrici ambientali grazie all’abbattimento delle emissioni superiore al 70% rispetto al ciclo tradizionale.

L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: “E’ un giorno molto importante per noi. A Venezia siamo stati i primi al mondo a convertire una raffineria tradizionale in bioraffineria e adesso inauguriamo la seconda, ancora più innovativa: un nuovo esemplare di eccellenza italiana. Si tratta di un grande passo avanti nel nostro percorso di decarbonizzazione, un cammino che come Eni abbiamo intrapreso da tempo ma al quale negli ultimi cinque anni abbiamo impresso una fortissima accelerazione, investendo significativamente sull’efficienza, e in particolare sulla produzione di energia verde, sulle rinnovabili e sull’economia circolare, attraverso la trasformazione di sostanze organiche e inorganiche, minimizzando gli sprechi e valorizzando i rifiuti e i materiali di scarto. Il tutto – ha spiegato Descalzi – sviluppando ricerca, tecnologie e iniziative industriali che rappresenteranno per Eni vere e proprie future linee di business. E una parte significativa di questo percorso lo stiamo facendo proprio in Italia. Gela, in particolare, riveste in questo senso un ruolo da protagonista: oltre alla nuova bioraffineria, il sito gelese ospita l’impianto pilota Waste to fuel, che dallo scorso dicembre trasforma i rifiuti organici in bio olio, bio metano e acqua, ed è destinato a diventare per Eni un laboratorio per l’applicazione delle più avanzate tecnologie nel campo ambientale e delle rinnovabili”.