Presidi in fuga e concorso bloccato: scuole siciliane nei guai

Presidi in fuga e concorso bloccato: scuole siciliane nei guai

Fuga di presidi dalle scuole siciliane. Senza l’opportunità creata dal governo con “quota 100″, in Sicilia i pensionamenti dei dirigenti scolastici sarebbero stati oltre un terzo in meno. A settembre, invece, le scuole dell’Isola non potranno più contare su 38 capi d’istituto che il 31 agosto passeranno la mano a un collega più giovane o a un preside ” reggente”. Coloro che hanno approfittato della finestra aperta dall’esecutivo sono 14, il 37 per cento del totale. E se la sentenza del Tar Lazio, che pochi giorni fa ha annullato le prove scritte del concorso a preside bandito nel 2017 e alle sue battute finali, non verrà sovvertita dal Consiglio di Stato, quasi un quarto (il 22 per cento) delle scuole siciliane rimarranno senza dirigente. Un record che costringerà tanti capi d’istituto ad accollarsi due scuole: quella in cui sono titolari e una in “reggenza” per un anno. Con responsabilità e carichi di lavoro aggiuntivi di cui parecchi avrebbero fatto volentieri a meno.

In alcune province, come quella di Enna, la situazione è esplosiva: alle 35 scuole dovranno badare i 17 presidi che resteranno in servizio dopo i pensionamenti. Sempre che qualcuno non decida di trasferirsi altrove. Ma anche Palermo è in difficoltà, con 57 istituti sprovvisti di dirigente su 201: il 28,4 per cento del totale. A spiegare quanto potrebbe essere complesso l’avvio del prossimo anno scolastico è Maurizio Franzò, a capo dell’Associazione nazionale presidi in Sicilia. “A settembre le reggenze potrebbero anche superare le 180 unità perché, oltre ai pensionamenti e alle sedi già libere, ci sono presidi che chiederanno di andare in servizio all’estero, presidi distaccati o comandati in altre mansioni. A Enna — dice Franzò — la situazione è disastrosa, ma le cose non vanno bene neppure in altre realtà. Speravamo che il concorso andasse avanti e per tutelare i nostri iscritti ci costituiremo in giudizio al Consiglio di stato. Se il concorso verrà bloccato, sarà un guaio che si aggiunge a quelli delle tante scuole rimaste da anni senza un direttore dei servizi amministrativi”, cioè il vecchio segretario.

Se 38 presidi lasceranno il posto dal prossimo 1° settembre, in 650 dovranno ripartirsi il carico delle 832 scuole siciliane. Le reggenze quasi certamente supereranno le 180 unità, con la conseguenza che molte scuole avranno un preside in condominio. In provincia di Enna alcuni capi d’istituto dovranno sobbarcarsi il carico di due reggenze. Nel Palermitano le scuole con un preside costretto a fare la spola tra due istituti per tutto il prossimo anno saranno più della metà: il 57 per cento.

Salvo Intravaia – Repubblica Palermo