Inferno Stromboli: un morto a causa dell’eruzione

Inferno Stromboli: un morto a causa dell’eruzione

Ancora incendi a Stromboli vicino al centro abitato dopo l’esplosione di mercoledì pomeriggio dalla sommità del vulcano. I canadair sono ancora in azione sui cieli dell’isola. Resta la tensione tra i residenti. Sono 98 le persone, tutti turisti, che hanno lasciato Stromboli per la paura nata dopo la violenta esplosione vulcanica che ha provocato un morto ed un ferito non grave che si trovavano sulla parte sommitale del vulcano per una escursione. La vittima è un 35enne di Milazzo, che pare sia stato investito da un grosso masso fuoriuscito dalla bocca del vulcano. E’ andata meglio al suo amico brasiliano, solo sfiorato dalle pietre e dai lapilli infuocati. I 2 si erano recati in escursione sulla sommità del vulcano quando sono stati sorpresi dalla forte eruzione.

L’emergenza vera e propria è comunque rientrata e i residenti hanno fatto rientro nelle loro case. E’ stata ripristinata per metà la luce a Ginostra dopo un guasto alla rete. I focolai a Stromboli sono stati definitivamente spenti. “Le condizioni sono di normalità. Non c’è nessuna fuga per la paura di morire. Si sono allontanati solo i turisti, ospitati a Lipari nelle attività ricettive che si sono messe a disposizione del Comune, e sono già in rientro. I residenti sono rimasti qua. Non c’è nessuna fuga dall’isola, lo ribadisco”, ci tiene a precisare il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni. L’eruzione a Stromboli, che ha portato a un’ampia e potente esplosione, è catalogabile tra quelle più gravi, è tecnicamente un’eruzione “parossistica”, come se ne verificano al massimo 5 o 6 in un secolo.