Raccolta differenziata: la Sicilia fanalino di coda a livello nazionale con appena il 22%. C’è da fare

Raccolta differenziata: la Sicilia fanalino di coda a livello nazionale con appena il 22%. C’è da fare

La Sicilia migliora, ma non basta, dal momento che è ultima, con il suo 22%, nella classifica delle regioni per la raccolta differenziata. L’isola è ben lontana dal 65% che rappresenta l’obiettivo nazionale ma anche dall’attuale media del 55,5%. I dati del 2018 hanno certificato che la Sicilia sta andando avanti con punte anche di eccellenza e questo fa ben sperare come si legge nel dossier “Impianti rifiuti Sicilia” pubblicato da Legambiente. Dai dati Ispra, riferiti al 31 dicembre 2017, risulta che su una produzione totale di rifiuti su scala regionale di 2.299.125 tonnellate, la quantità di rifiuti differenziati si attesta a 498.630 tonnellate, mentre sono 1.795.700 le tonnellate di rifiuto indifferenziato che vanno a smaltimento insieme a 4.795 tonnellate di ingombranti. Anche in tema di discariche bisogna fare di più perché sono insufficienti e nulla è dato sapere delle intenzioni del governo sugli inceneritori la cui ipotesi di realizzazione, dice Legambiente, non viene esclusa anzi si demanda la decisione alle autorità territoriali”. Non gradisce l’assessore regionale all’Energia Alberto Pierobon : “Siamo come sempre disponibili e aperti al confronto. I risultati ottenuti dal governo Musumeci nel settore rifiuti sono chiari. Al 31 dicembre 2018 la raccolta differenziata è salita al 31,3 per cento, il 22 per cento di cui parla Legambiente si riferisce al 2017 e dimostra proprio il grande cambiamento in atto”.

“I risultati in Sicilia oggi parlano di differenziata in forte aumento e impianti pubblici finanziati e ritenuti prioritari – spiega l’assessore – eppure riceviamo critiche a volte incomprensibili da chi dovrebbe invece apprezzare la svolta in atto. Lo scenario è ben chiaro: aumento della differenziata e riequilibrio dell’impiantistica pubblica e privata, oggi troppo sbilanciata sui privati. I termovalorizzatori non sono all’ordine del giorno”. L’assessore ricorda quindi che “il piano rifiuti rispetta in pieno le quattro direttive europee sull’economia circolare, non a caso Bruxelles non ci ha fatto pervenire alcuna osservazione a differenza invece di quanto è stato chiesto ad altre Regioni. Confidiamo in una maggiore attenzione sull’argomento da parte di tutti i soggetti preposti, ognuno per il proprio ruolo, perché basta interpretare male un dato per alimentare sfiducia nei cittadini in un momento in cui è invece importante mostrare che fare bene la differenziata conviene a tutti”.