160 milioni di debiti accumulati in 8 anni: Modica nel baratro?

160 milioni di debiti accumulati in 8 anni: Modica nel baratro?

Altro che amministrare in scioltezza: chi governerà Modica per i prossimi 5 anni si troverà a gestire una situazione economico finanziaria disastrosa, con un aumento del debito e della spesa pubblica di 160 milioni in 8 anni e il conseguente mancato raggiungimento degli obiettivi annuali del piano di riequilibrio, peraltro rimodulato: è quanto sostenuto dai consiglieri d’opposizione Ivana Castello, Giovanni Spadaro, Filippo Agosta, Mommo Carpentieri, Tato Cavallino ed Enrico Morana. La Castello, sempre molto attenta all’asfittica situazione di cassa dell’ente di palazzo San Domenico, evidenzia “Una situazione delicata che impone un’attenta e radicale opera di risanamento finanziario (a quanto pare sul modello di quella attuata nei primi anni 2000 dall’allora sindaco Antonello Buscema, basata sul leit motiv del “lacrime e sangue” e nell’ottica di un assoluto rigore, n.d.r.) per ridurre l’impressionante mole di debiti accumulata in 8 anni di amministrazione Abbate e che ricomprende 75 milioni di euro di debiti scaduti, 44 milioni provenienti dalla cassa depositi e prestiti e 16 milioni prelevati dal fondo di rotazione, che si aggiungono agli altri debiti pregressi, portando la media a 20 milioni di euro di debiti accumulati per ogni anno. E’ pur vero – prosegue la Castello – che l’anticipazione di cassa è stata abbassata a 2 milioni di euro, ma ciò costituisce solo uno specchietto per le allodole dal momento che questo risultato è stato raggiunto facendo ricorso al fondo di rotazione, dando praticamente luogo ad un altro prestito. Occorre dunque risanare al più presto l’ente – conclude la consigliera Castello – peraltro già in predissesto e sul quale pende la spada di Damocle della Corte dei Conti”. Appare quindi ben chiaro quale sarà la strada maestra del programma elettorale della Castello se dovesse confermare la sua vociferata intenzione di candidarsi alle prossime elezioni comunali. Nella sua conferenza stampa di commiato prima delle dimissioni per poter prendere parte alle elezioni regionali del prossimo 12 giugno, l’ex sindaco Ignazio Abbate aveva invece descritto una situazione ben diversa e decisamente più rosea, rispetto a quella a tinte fosche ora tratteggiata dall’opposizione (ma da anni evidenziata), ponendo proprio l’accendo sul coraggioso piano di riequilibrio rimodulato e sull’azzeramento dell’anticipazione di cassa che “Permetterà (parole testuali dell’ex primo cittadino) a chi mi succederà alla guida della città di poter amministrare in scioltezza”. L’opposizione ha infine posto l’accento, tra le altre cose, sull’assenza di progettualità in tema di opere pubbliche, cui ha fatto però da contraltare un sistema di manutenzioni efficiente, e sul costante depauperamento del corpo di polizia locale, ormai ridotto all’osso. Sarà dunque il commissario straordinario che sarà nominato e breve a fare effettiva luce sulle reali condizioni economico finanziarie in cui versa il comune di Modica, e cosa succederà nel concreto in circa 12 mesi, ovvero il lasso di tempo che separa Modica dalle prossime amministrative del 2023.