Sindaco di Chiaramonte si dimette a 4 mesi da fine mandato

Solo 2 mesi fa aveva dichiarato categorico: “Io resto, nonostante la mozione di sfiducia, perchè devo portare a termine il mio mandato per il bene del paese”. Ora a distanza di poco più di 4 mesi da traguardo, il sindaco di Chiaramonte Iano Gurrieri capitola e si dimette dalla carica. In una lettera aperta, Gurrieri si leva qualche “sassolone” dalla scarpa all’indirizzo degli 8 consiglieri comunali che lo avevano sfiduciato, che avevano addotto quale motivazione la parziale realizzazione del programma elettorale. “Eppure – scrive Gurrieri – con carte alla mano, nella seduta consiliare del 10 gennaio, avevo dimostrato l’esatto opposto, nonostante il rallentamento causato dalla pandemia degli ultimi 2 anni e ancor prima della pandemia, il rallentamento causato dalle emergenze riconducibili agli incendi del nostro patrimonio boschivo e dall’emergenza idrica che per oltre 4 mesi ha colpito il nostro centro urbano. Problemi non di poco conto che hanno assorbito tempo e risorse notevoli: per l’emergenza idrica ad esempio l’Amministrazione ha fatto in modo di garantire alla cittadinanza acqua potabile attraverso autobotti e di non fare registrare, con la quotidiana supervisione dell’Asp di Ragusa, alcun caso di infezione riconducibile all’acqua contaminata. Nonostante ciò – dichiara ancora l’ex sindaco – alcuni oppositori politici hanno avuto l’impudenza di denunciarmi alla procura. Il primo motivo per cui ho maturato la decisione di dimettermi è dato dalla mancata approvazione del bilancio. Il secondo motivo – conclude Gurrieri – è che, sebbene ancora sulla vicenda della mozione di sfiducia il Tar non si sia pronunciato con una sentenza, ma abbia emanato un’ordinanza cautelare, l’opposizione tramite il loro legale mi ha diffidato, in modo del tutto inusuale, dallo svolgere qualsiasi atto amministrativo per preservare l’ente da possibili negative ripercussioni”. Gurrieri si candiderà alle prossime amministrative? Il diretto interessato ha preferito al momento non sciogliere la riserva. Secondo l’assessorato alle autonomie locali il segretario comunale ed il presidente del consiglio comunale avrebbero interpretato in modo errato la normativa in fatto di quorum necessario per la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Alla luce di questa interpretazione il sindaco Sebastiano Gurrieri era risultato sfiduciato. La mozione di sfiducia era stata presentata nel corso di una seduta del consiglio ed era stata approvata da 8 consiglieri su 12. Il segretario generale Salvina Cirnigliaro, tuttavia, non aveva ritenuto valida l’efficacia della votazione in quanto non si sarebbe raggiunto il quorum necessario in base ad una circolare del 2012 che indica 4/5 del consiglio per i comuni al di sotto dei 10.000 abitanti la soglia per dichiarare il sindaco sfiduciato. Non era stato di questo parere l’assessorato regionale, che aveva ritenuti sufficienti i 2/3 del consiglio per sfiduciare il sindaco, in base alla legge regionale del 2016. Il consigliere Mario Cutello, che aveva promosso la mozione di sfiducia, aveva quindi esortato il sindaco a farsi da parte per evitare ulteriori danni erariali all’ente, adducendo un “errore madornale” commesso dal segretario e dal presidente del consiglio. Lo stesso Cutello ed altri 4 consiglieri avevano occupato l’aula consiliare in segno di protesta. Ora sulla vicenda c’è in itinere il ricorso al consiglio di giustizia amministrativa che si esprimerà nel merito il 6 aprile.