Consiglio comunale: Aiello coinvolge procura e prefettura

Consiglio comunale: Aiello coinvolge procura e prefettura

Vinciguerra querela Aiello ed il sindaco querela Vinciguerra. La pace non abita a palazzo Iacono dove tra maggioranza ed opposizione è ormai scontro continuo con una città sullo sfondo sbigottita e amareggiata e soprattutto divisa proprio nel momento in cui, dopo avere invocato il ripristino degli organismi democratici dopo tre anni di commissariamento, era stato eletto un sindaco ed un consiglio comunale. La risposta di Ciccio Aiello alla querela presentata dal presidente del Consiglio Alfredo Vinciguerra per diffamazione non si è fatta attendere. Un esposto dettagliato è stato depositato in Procura e per conoscenza in Prefettura. Il sindaco ripercorre tutte le fasi che hanno portato all’elezione, contestata dalla maggioranza, di Vinciguerra alla presidenza del Consiglio e contesta all’esponente del centro destra il mancato inserimento della richiesta dei consiglieri di maggioranza dell’annullamento in autotutela della deliberazione di proclamazione del Presidente. Il Presidente, da parte sua, nel corso dell’ultima seduta ha sottolineato che già una richiesta simile, datata 7 dicembre, era incardinata nei lavori del Consiglio e che era in attesa dei pareri del Segretario Generale e del Dirigente competente. Il non luogo a procedere su questo punto ha scatenato la reazione della maggioranza con il consigliere Marco Greco in prima fila ed il conseguente scioglimento della seduta per “tumulti”. Clima dunque teso e di scontro sul quale vigila anche la Digos mentre dalla Procura si attendono notizie dopo il sequestro delle schede della votazione che ha portato Vinciguerra alla presidenza del consiglio con appena un voto di vantaggio su Concetta Fiore. I problemi della città premono e non aspettano di certo i tempi della magistratura e delle parti politiche. Le variazioni di Bilancio, che la Giunta ha approvato, devono essere votate anche dal Consiglio e servirebbe la convocazione della seduta che al momento non è all’ordine del giorno sebbene la legge fissi la scadenza al 31 dicembre. “Se vi state chiedendo perché questo punto non è stato ancora trattato – dice il presidente Alfredo Vinciguerra – la risposta è molto semplice: serve il parere della competente commissione consiliare permanente, previsto obbligatoriamente dall’art. 54 comma 2 dello Statuto del Consiglio comunale e art. 2 del regolamento per la istituzione ed il funzionamento delle commissioni consiliari permanenti”.