Piano di riequilibrio e corte dei conti: Modica è “cristallina”?

“L’amministrazione Abbate ha operato nel rispetto della legalità e della trasparenza”: così l’assessore comunale al bilancio Annamaria Aiello respinge al mittente le osservazioni di Vito D’Antona, ex consigliere comunale ed esponente di Sinistra Italiana, che aveva eccepito sulla mancata pubblicità degli atti riguardanti il piano di riequilibrio e la corrispondenza avviata con la corte dei conti sulla questione. L’assessore al Bilancio fa riferimento alla stessa delibera dell’Anac, citata da D’Antona, con la quale l’Autorità per l’anticorruzione ha sollecitato il sindaco a rendere pubblici gli atti. Annamaria Aiello invoca, a questo proposito, la parte della delibera nella quale si dice he il diniego a fornire gli atti rientra nei poteri dell’amministrazione in attesa che il Piano di riequilibrio sia definito ed arrivi al suo compimento. “Il Piano di riequilibrio – sostiene l’assessore – sarà quindi pubblico e consultabile nel momento in cui tutta la procedura sarà completata. Questa amministrazione – scrive l’assessore – ha sempre operato nel rispetto della legalità e della trasparenza in ogni aspetto e a maggior ragione su un aspetto delicato come quello finanziario. La comunicazione dell’Anac è la definitiva conferma che operiamo rispettando la legge”. D’Antona, tuttavia, ha eccepito sull’inserimento della documentazione nel protocollo riservato anche per quegli atti che non hanno rilevanza di riservatezza e che, mancando di dati sensibili, possono essere invece messi a disposizione dei consiglieri comunali e dei cittadini. Su questo punto l’Anac con la sua delibera ha accolto il rilievo di Vito D’Antona e sollecitato il sindaco a procedere in tal senso per assicurare trasparenza sui comportamenti che l’amministrazione ha assunto in questi anni rispetto alla situazione economico finanziaria di Palazzo S. Domenico. Non si è fatta attendere la replica di Vito D’Antona sulla questione: “Rispondiamo volentieri all’assessore al bilancio del comune di Modica, ex presidente del collegio dei revisori dei conti ed ex esperto finanziario del sindaco di Modica, secondo la quale avremmo accusato maldestramente l’amministrazione in merito alla trasparenza degli atti, relativamente alla corrispondenza con la Corte dei Conti sul Piano di riequilibrio. Riportiamo testualmente parte della deliberazione del 6 dicembre scorso dell’Anac, Autorità Nazionale Anticorruzione: “L’amministrazione non può negare/differire una istanza di accesso civico generalizzato solo in ragione del fatto che il documento richiesto è inserito in un protocollo denominato “riservato” .. “Inoltre, in base al principio della leale collaborazione, l’amministrazione valuta l’ostensibilità dei soli atti formati e detenuti che non necessitano di rielaborazione se non sotto il profilo dell’anonimizzazione di eventuali dati personali esistenti. Nel caso essi siano già resi pubblici è altresì necessario che l’amministrazione specifichi dove tali atti sono pubblicati ..”. In sostanza – chiosa D’Antona – l’amministrazione deve eliminare dal cosiddetto “protocollo riservato” e trasferire al protocollo generale la corrispondenza con la Corte dei Conti, può rilasciare gli atti e i documenti già formati richiamati nella corrispondenza o indicare dove sono stati pubblicati. Questo sul piano tecnico. Sul piano politico continuiamo a denunciare un atteggiamento di chiusura e di arroccamento, privo di trasparenza, rivolto ad oscurare, non si sa per quanto tempo ancora – conclude D’Antona – documenti che riguardano la vita della città, atti negati ai cittadini e perfino ai consiglieri comunali, unici deputati ad approvare il Piano di riequilibrio.
LE OSSERVAZIONI DI D’ANTONA NEL DETTAGLIO
“Il sindaco di Modica Ignazio Abbate deve rendere pubblici gli atti riguardanti il Piano di Riequilibrio perchè sono documenti di interesse generale e non possono essere inseriti nel “protocollo riservato”, sottraendoli di fatto all’attenzione della città”: lo dichiara Vito D’Antona, ex consigliere comunale ed esponente di Sinistra Italiana. “Dopo le reiterate, ma vane, richieste di avere a disposizione la documentazione riguardante il piano di riequilibrio e la corrispondenza intercorsa con la Corte dei Conti – prosegue D’Antona – ci siamo rivolti all’Anac, l’Autorità nazionale Anticorruzione. La delibera firmata dal presidente dell’Anac lo scorso 6 dicembre parla chiaro perché stabilisce che “I documenti già formati e in possesso dell’amministrazione, oggetto della corrispondenza, secondo il principio della “leale collaborazione”, devono essere rilasciati senza ostacoli”. Non abbiamo mai capito – conclude ironicamente D’Antona – perchè quella che è una pratica consolidata in tutti i comuni non lo sia nella nostra città”. La vicenda parte dalla comunicazione della Corte dei Conti di Palermo che aveva chiesto tempo fa all’amministrazione comunale risposte precise su 10 punti riguardanti il Piano di riequilibrio presentato dall’amministrazione Abbate per evitare il dissesto dell’Ente. Le questioni che i giudici contabili vogliono approfondire sono i debiti accumulati con le società partecipate, la capacità ed i mezzi di riscossione dei tributi, la gestione del personale e le misure adottate per contenere i costi a carico dell’ente, i debiti fuori bilancio e le anticipazioni di cassa con la banca tesoriera. L’amministrazione ha cercato di rispondere punto su punto, ma nulla è finora dato sapere nel dettaglio, visto che gli atti non sono stati resi pubblici, così come la successiva corrispondenza tra ente comune e la Corte dei Conti in riferimento ad ulteriori chiarimenti ad integrazione dei precedenti.