Ragusa più green, sindaco soddisfatto. M5S: “Solo fuffa”

Ragusa più green, sindaco soddisfatto. M5S: “Solo fuffa”

Il sindaco Cassì ci crede e la maggioranza lo ha seguito. La scelta di non consumare territorio va in controtendenza rispetto alle scelte degli anni 90 e dovrebbe preservare da una ulteriore espansione una città cresciuta a dismisura. Quello che è stato un indirizzo politico ed urbanistico che ha visto nascere interi quartieri al di là della cintura urbana ma senza servizi e infrastrutture fa sentire oggi le sue ripercussioni negative. Dice Peppe Cassì dopo il voto della maggioranza arrivato in consiglio comunale in modo netto: “Di chi sono le responsabilità di quanto accaduto, di questo scollamento tra aree urbane, di questo proliferare di alloggi di edilizia residenziale pubblica in assenza di requisiti, saranno il tempo e la storia a decretarlo. Quello che oggi interessa è che il gruppo della maggioranza consiliare ha preso atto dell’impietoso quadro fornito dagli uffici, all’esito di uno studio ed un approfondimento che hanno fotografato lo stato di fatto e da cui è scaturito l’accertamento della assenza, al momento, dei presupposti per una ulteriore espansione delle aree Peep, ed avvalendosi dei propri poteri di pianificazione si è assunto la responsabilità di invertire decisamente una rotta che ha prodotto in città le disfunzioni urbanistiche sotto gli occhi di tutti, se è vero, come è vero, che sono circa 15 mila in città gli alloggi abitativi non utilizzati (fatto che ha comportato il crollo del valore degli immobili e del costo delle locazioni).Ci sono temi sui quali si può fare strategia, si può contare sulle lacune o sulle titubanze dei gruppi politici avversi. Ce ne sono altri, cruciali per il futuro della comunità, sui quali il dovere di restare in aula e di votare fa il paio con il diritto degli elettori di conoscere l’opinione degli eletti, di tutti gli eletti. Sulla deliberazione, tuttavia, c’è una voce discordante tra i tanti consensi ed è quella del gruppo consiliare del M5S che parla di “una esibizione muscolare con vista sulle prossime elezioni amministrative perché l’attuale variante al Prg è legge e quindi quei terreni ricompresi in aree Peep tali erano e tali rimangono sino all’approvazione del nuovo Piano regolatore”. Per i pentastellati l’atto approvato dal consiglio è solo fuffa ed espone, invece, l’ente una serie di potenziali innumerevoli contenziosi facendo passare l’idea di preservare il territorio dal consumo di suolo. Il sindaco ribatte in modo convinto: “ Il Consiglio Comunale ha adottato la scelta “giusta”, non so quanto “utile” in termine di consenso, ma è di certo la scelta giusta, improcrastinabile e forse persino tardiva, in piena coscienza, senza condizionamenti ideologici o pregiudizi, ma con in mente un modello di città più equilibrato ed armonico. La strada che porta verso la adozione del nuovo PRG è stata imboccata con decisione, anche se i buoi sono già scappati dal recinto e il percorso verso una riconnessione delle varie parti di una città che decresce anziché crescere per numero di abitanti, non sarà breve ed indolore”. “L’approvazione dello studio del fabbisogno abitativo da parte del Consiglio comunale è sicuramente un fatto positivo. E non è un caso che anch’io, sebbene espressione dell’opposizione, abbia votato a favore. Bisogna, però, essere sinceri con la città. Questo non significa che a partire da domani non ci saranno nuove costruzioni. Infatti, l’atto approvato venerdì sera non fermerà le richieste presentate in passato dai costruttori e che hanno già firmato le convenzioni con il Comune e che, in pratica, sono state fatte salve. E non si tratta, è bene precisarlo, di una o due richieste. Di certo, per il futuro è un atto di notevole rilevanza. Ma passerà ancora qualche tempo prima che questo stesso possa pienamente esplicitare i propri effetti. Purtroppo, il nostro territorio urbano continuerà a cambiare volto”. E’ quanto afferma il consigliere comunale di Ragusa Prossima, Gianni Iurato, il quale si dice convinto che lo strumento principe per la pianificazione urbanistica debba essere il Prg e il Ppe per i centri storici. “Se, infatti – aggiunge – non si potranno più fabbricare nuove costruzioni, occorre dare la possibilità ai costruttori e ai cittadini di puntare sulla riqualificazione dell’esistente. Dobbiamo fornire a ciascuno di loro la possibilità di guardare al centro storico con un occhio particolare”.
IL PLAUSO DI LEGAMBIENTE
Il Circolo “Il Carrubo” di Legambiente Ragusa condivide l’indirizzo della giunta di palazzo dell’Aquila per il “corretto dimensionamento del fabbisogno abitativo delle aree Peep e del redigendo nuovo Piano regolatore generale”. L’atto approvato lo scorso mese blocca infatti la costruzione di nuove costruzioni di cooperative e salvaguardia il territorio. Legambiente Ragusa ha infatti sostenuto da anni che la città consuma troppo suolo, non valorizza e non recupera il patrimonio edilizio ed abitativo esistente soprattutto nel centro storico. Nel documento approvato dalla Giunta è possibile leggere che il patrimonio inutilizzato della città è pari a circa 15.000 abitazioni che deve essere pertanto recuperato al meglio. Nella relazione si legge che “risulta evidente che le aree individuate dalla variante al Prg siano state eccessivamente sovradimensionate rispetto ai probabili fabbisogni individuati e che tale sovradimensionamento viene gravato dal fatto che tali aree sono state individuate al di fuori delle zone di espansione previste dal Prg”. Legambiente, pertanto, concorda e sostiene l’amministrazione comunale che per i prossimi 10 anni ha escluso nuovi insediamenti. Scrive Legambiente: “Apprezziamo molto la dichiarazione di procedere verso il consumo di suolo zero, opzione che deve fare parte del nuovo Piano regolatore generale, il quale deve anche prevedere il mantenimento dell’articolo 48 delle norme tecniche di attuazione dell’attuale Prg, articolo che vieta le costruzioni in zona agricola a chi non è agricoltore, il ritorno ad aree agricole delle attuali aree edificabili delle aree Peep e norme di mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici, come la decementificazione per favorire l’assorbimento delle acque, progetti di forestazione urbana”.