Cento Passi invoca le dimissioni dell’assessore al bilancio Aiello

Cento Passi invoca le dimissioni dell’assessore al bilancio Aiello

Nel mirino di Pd e Lista Cento Passi è finita l’assessore al Bilancio Anna Maria Aiello (foto), già presidente del collegio dei Revisori dei conti e consulente del sindaco di Modica Ignazio Abbate. La nomina della Aiello quale consulente è “costata” al sindaco la condanna per danno erariale a 26.000 euro da parte della Corte dei conti di Palermo, che ha ritenuto illegittima la nomina. La lista Cento Passi ritiene doverose le dimissioni dell’assessore Anna Maria Aiello, “Perché da tecnico e da ex Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Modica – si legge nella nota – non avrebbe dovuto accettare l’incarico di esperta a titolo oneroso, non potendosi ritenere che la stessa – si continua a leggere testualmente – non fosse cosciente di arrecare in tal modo un aggravio dannoso ad un ente già tanto deficitario”. Nel documento del movimento si legge ancora: “La condotta incoerente della Aiello non garantisce più i cittadini. Siamo anche consapevoli che la condanna non sarà un caso unico, perché sono tanti, anche molto gravi, gli analoghi fatti di cattiva amministrazione denunciati, negli ultimi anni – conclude la nota – da consiglieri comunali e forze politiche di opposizione”.

IL SINDACO ABBATE PRESENTERA’ RICORSO AVVERSO LA CONDANNA PER DANNO ERARIALE
Il sindaco di Modica Ignazio Abbate la prende con filosofia: la notifica della sentenza della Corte dei conti che lo condanna al pagamento di 26.000 euro, oltre a spese legali e rivalutazione, con un conto complessivo che andrà certamente oltre i 30.000 euro, è sul suo tavolo da qualche giorno. “Preciso innanzitutto che faremo certamente ricorso. Con il mio avvocato, che pagherò di tasca mia, senza aggravio per l’ente. Anche se io ho lavorato per la città e la nomina l’ho fatta per risolvere un problema delicatissimo. Anna Maria Aiello doveva darci pareri e consulenze visto che non abbiamo un dirigente di ragioneria che non posso nominare perché essendo un ente in condizione di pre dissesto non ci è consentito bandire concorsi. La procedura che ho seguito, la nomina di una consulente che ho fatto non è stato un capriccio o una mia iniziativa personale ma solo la cura degli interessi generali della città. La Aiello ha lavorato per preparare il Bilancio, per il Piano di riequilibrio che dovevamo presentare”.

Che giudizio dà della sentenza?
“Sono rimasto molto contrariato perché non sono stati tenuti in nessun conto gli interessi generali. Se il ricorso non avrà esito positivo pagherò di tasca mia, ma resto fiducioso, e comunque sono coperto da assicurazione. Sono sereno e al contempo dispiaciuto, ma la città sappia che io, insieme alla squadra, continuerò a lavorare perchè questa sentenza non inciderà sul lavoro dell’amministrazione”.

Ignazio Abbate non vuole entrare sul piano squisitamente politico, sui vari momenti che hanno portato prima alle interrogazioni in aula per metterlo in guardia dal perfezionare la nomina di Anna Maria Aiello e poi sulla denuncia del Pd alla Procura della Corte dei conti. La vicenda è “derubricata” dal sindaco sotto la voce “fatti amministrativi”.

LA CONDANNA DELLA CORTE DEI CONTI PER DANNO ERARIALE: IL SINDACO DEVE RISARCIRE IL COMUNE DI 26.000 EURO
“Inescusabile negligenza e condotta gravemente colposa”: così si legge testualmente nella sentenza della Corte dei Conti, che ha condannato il sindaco Ignazio Abbate a pagare 26.000 euro, più interessi e spese legali, per danno erariale. Il sindaco dovrà quindi risarcire l’ente di Palazzo S. Domenico per avere affidato una consulenza finanziaria ad Anna Maria Aiello nel 2016. La Aiello, precedentemente presidente del Collegio dei Revisori dei conti, e poi chiamata quale assessore al Bilancio nell’attuale amministrazione, svolse l’incarico per 7 mesi con un compenso di 3.600 euro mensili. Una vicenda controversa, che suscitò una battaglia politica e dopo molte interrogazioni si concluse con una denuncia alla Corte dei conti da parte del Pd. A distanza di 3 anni l’organismo giurisdizionale si è pronunciato, motivando la sentenza e di fatto accogliendo i motivi che erano alla base del ricorso. Scrivono i giudici della Corte dei conti: “Riguardo ai fatti contestati e qui riconosciuti come fonte di danno erariale, si deve ritenere che il sindaco abbia conferito l’incarico controverso violando i limiti che l’ordinamento fissa per il ricorso alla collaborazione di esperti del sindaco e spendendo, così, inutilmente soldi pubblici”.

L’incarico esterno, di conseguenza, non si poteva affidare e lo stesso sindaco avrebbe dovuto fare tesoro del parere negativo che la stessa Aiello aveva espresso nella sua precedente qualità di presidente del Collegio dei Revisori. Lapidarie le conclusioni della sentenza: “L’avvenuto accertamento della sussistenza degli elementi strutturali dell’illecito conduce, dunque, il Collegio, in accoglimento della domanda della Procura regionale, a dichiarare la responsabilità amministrativa di Ignazio Abbate e, per l’effetto, a condannarlo al pagamento della somma di euro 26.391,04 a favore del Comune di Modica. Alla predetta somma vanno aggiunti la rivalutazione monetaria, calcolata dalla data di ciascuno dei pagamenti contestati alla data di pubblicazione della presente sentenza, e gli interessi legali, sulla somma così rivalutata, dalla data di pubblicazione della presente sentenza fino all’effettivo soddisfo”.