Non ci sono soldi per l’ascensore del Convento della Croce a Scicli. Ragusa: “Tutto perduto”

Non ci sono soldi per l’ascensore del Convento della Croce a Scicli. Ragusa: “Tutto perduto”

Non ci sono soldi per il Convento della Croce (foto). Sul recupero del monumentale edificio che domina la città dall’omonima collina dibattiti, ipotesi e progetti si sono sprecati negli anni, ma l’ottenimento del finanziamento per il quale l’assessorato regionale ai beni culturali si era impegnato, si è tramutato nel proverbiale pugno di mosche in mano. Lo rende noto l’on Orazio Ragusa, parlamentare forzista. Il dato di fatto è che i 5 milioni che dovevano servire a mettere in sicurezza il costone per poi realizzare l’ascensore panoramico per favorire l’accesso al Convento non ci sono. Orazio Ragusa non ha dubbi sulle responsabilità perché indica nelle inadempienze della giunta il motivo vero della revoca del finanziamento. Dice il parlamentare: “Dobbiamo solo prendere atto di una pesante sconfitta come comunità. Abbiamo perso un consistente finanziamento di 5 milioni di euro. La Regione, a distanza di anni e in assenza di adeguata documentazione da parte del comune, ha revocato il finanziamento perché manca la riclassificazione della collina, prevista nei compiti del comune di Scicli, che avrebbe permesso di realizzare l’ascensore di collegamento tra la sommità della collina e il centro storico cittadino a impatto ambientale zero. Senza la riclassificazione, che avrebbe consentito i lavori previsti nel finanziamento, non può essere disposta alcuna erogazione di fondi da parte della Regione”. Intanto la giunta rispedisce le accuse al mittente.

L’assessorato al territorio e ambiente ha scritto al comune di Scicli, chiedendo testualmente la documentazione relativa all’ubicazione e alla tipologia delle opere previste dal progetto, al fine delle necessarie verifiche sulla compatibilità con le opere di difesa realizzate. In pratica, la Regione dice al comune che “Anche quando fosse stata fatta la declassificazione del rischio, l’opera che altri uffici regionali avevano in animo di progettare, sarebbe stata con ogni probabilità incompatibile coi luoghi”. Per i componenti dell’amministrazione quella di realizzare un ascensore alla Croce è una possibilità che non sta nè in cielo nè in terra, ma dalla Regione hanno continuato ad alimentare questa ipotesi creando delle aspettative che non sarebbero mai potute essere soddisfatte. Tutto avrebbe dunque origine a Palermo e nelle stanze dell’assessorato, che non avrebbe fatto quanto di sua competenza. Ora serve chiarezza e sindaco ed assessori vogliono un incontro pubblico per quella che definiscono “operazione verità”.