Ragusa prima in Sicilia ad approvare il bilancio e gli strumenti finanziari 2019 2021. Ma è polemica

Ragusa prima in Sicilia ad approvare il bilancio e gli strumenti finanziari 2019 2021. Ma è polemica

Quasi 20 ore di seduta e primato siciliano. Ragusa è prima in Sicilia ad avere approvato il bilancio e gli strumenti finanziari 2019-2021 ma per i 30 consiglieri è stata una lunga maratona finita all’alba. Per il presidente del Consiglio, Fabrizio Ilardo, è un fatto storico anche perché l’iter per tagliare il traguardo è stato complicato, con un dibattito nel corso del quale sono stati presi in esame 82 emendamenti ed altri 17 subemendamenti. Per il sindaco Peppe Cassì e la sua giunta avere a disposizione bilancio e collegati significa potere amministrare e fare delle scelte precise superando una gestione fin qui provvisoria ed in un certo senso obbligata. Il bilancio preventivo prevede meno risorse in entrata, 91 milioni rispetto ai quasi 95 dell’anno precedente. Ci saranno invece più investimenti perchè si passa da 48 milioni a quasi 53. Dice l’assessore al Bilancio , Giovani Iacono: “I maggiori investimenti sono una scelta precisa dell’Amministrazione ed il piano triennale delle opere pubbliche è estremamente significativo e qualificato con molte risorse impegnate in manutenzione ordinaria e straordinaria, messa in sicurezza di edifici scolastici e impianti sportivi, riqualificazione e arredo urbano di Piazza del Popolo e tante opere che consentiranno, nelle annualità del bilancio, il miglioramento delle condizioni di strade, di edifici pubblici, dei cimiteri e dei contesti urbani. Sulla spesa si è avviata una azione seria di riqualificazione e di ottimizzazione che a medio termine porterà risparmi significativi”.

La cattiva notizia per l’ente è che le entrate delle royalties sono in costante diminuzione rispetto agli anni passati quando i flussi hanno toccato anche i 25 milioni di euro. Per il 2019 sono sdate stimate in 5 milioni che determinano, quindi, minori entrate per l’ente. L’assessore Iacono, tuttavia, rivendica la bontà delle scelte della giunta Cassì: “Malgrado le minori entrate, per la prima volta è stata attuata un’azione organica e sistemica (coinvolge tutte le imposte locali) di riduzione delle imposte locali (Tari, Tosap, Imu e Tasi, Servizio idrico integrato) e l’adesione alla “definizione agevolata” per i Cittadini che hanno pendenze tributarie in corso. Il bilancio prevede anche un piano di assunzioni di 38 unità, un primo segnale anche questo, di inversione di tendenza”.

LE OPPOSIZIONI SONO CONTRARIE: “NON CI HANNO ASCOLTATO”
“Con l’approvazione del documento finanziario dell’ente si delinea, una volta per tutte, quella che si può definire la mancanza di ascolto di questa amministrazione. Il 26 settembre scorso, in occasione della votazione del bilancio 2018, i nostri emendamenti venivano respinti perché quel bilancio non era prodotto dalla Giunta Cassì e, quindi, le proposte, anche se condivise, non potevano essere recepite. Ci venne detto che queste ultime sarebbero state accolte favorevolmente quando l’amministrazione guidata dal sindaco Cassì e il consiglio avrebbero discusso il bilancio di previsione 2019. Ma, evidentemente, le parole volano al vento e gli impegni presi sono carta straccia”. Così il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle Ragusa commenta, sul piano politico, la conclusione dell’iter che ha portato ad esitare favorevolmente gli strumenti finanziari in questo primo trimestre del 2019. “Giovedì, nelle prime ore del mattino – affermano i consiglieri Zaara Federico, Antonio Tringali, Alessandro Antoci, Giovanni Gurrieri e Sergio Firrincieli – si è concluso l’iter dell’appuntamento tanto atteso: la discussione e votazione del Bilancio previsionale 2019, nonché la presentazione degli emendamenti e dei sub emendamenti presentati dalle opposizioni.

Noi consiglieri del gruppo consiliare M5S avevamo preparato un corposo e variegato numero di emendamenti, 57 in totale, frutto di mesi di lavoro e confronto continuo con la cittadinanza, rispondendo alle esigenze del territorio, le quali sono state sottoposte all’attenzione del governo della città. Abbiamo illustrato la nostra idea di città, in un’ottica concreta di azione politica e amministrativa. Gli emendamenti presentati il 25 marzo, nonostante le appena 48 ore a disposizione per elaborarli, sono il frutto di idee chiare e concise: turismo, cultura, patrimonio, ambiente, famiglia, centro storico, servizi, agricoltura, pesca, accessibilità, start up, recupero urbano, protezione civile, questi alcuni degli argomenti principali trattati. Abbiamo iniziato alle 10 di ieri ad esporre i nostri emendamenti e all’una di giovedì avevamo ancora discusso 48 emendamenti su 57, tempi lunghi dettati anche dagli interventi dei colleghi dei consiglieri di opposizione e dalle risposte degli assessori presenti, i quali rimanevano basiti dal fatto che, stranamente, i nostri emendamenti risultavano collimare con le loro idee sottolineando di rimando: ci stiamo già pensando”.

“Quest’ultima – continua il gruppo consiliare M5S – è una risposta ormai automatica, viene sempre utilizzata per placare la voglia di lavorare dei consiglieri, come se risultassero troppo operativi quasi che la città non necessiti gli interventi chiesti. Ma quando è troppo, è troppo: attendevamo questo momento da ormai troppo tempo e non avevamo alcun dubbio sul fatto che le risposte sarebbero rimaste invariate. Cari consiglieri, ci è stato fatto capire, noi pensiamo a tutto e le vostre proposte saranno respinte a priori. A ciò si aggiunge anche l’incapacità dei consiglieri comunali di maggioranza nell’interpretare un’apertura ventilata dall’assessore Iacono ma anche in quel caso il “branco” politico ha applicato il no periodico. Continua così buona parte della giornata, fino alla sera, quando l’amministrazione decide di non argomentare politicamente né tecnicamente gli emendamenti presentati e cala il silenzio, interrotto dagli interventi dei consiglieri di minoranza e dal presidente Ilardo, uno straziante e triste passaggio di palla”.

All’una, discutendo l’ennesimo emendamento a firma del consigliere Gurrieri, firmatario di 28 emendamenti, avente per oggetto l’istituzione del parco della Ragusa sotterranea, è stato deciso, da parte dei consiglieri pentastellati, di abbandonare l’aula a fronte dell’ennesimo no proveniente dalla maggioranza che ha così sancito una perpetua mancanza di dialogo oltre che di rispetto nei confronti del lavoro svolto. L’emendamento in questione, tra l’altro, riguardava un argomento non presente nel Dup, così come accadeva per altri. Dopo che l’atto è stato discusso e bocciato, la decisione da parte dei consiglieri comunali M5s Ragusa di abbandonare l’aula. “Adesso l’Amministrazione Cassì – precisa il gruppo consiliare pentastellato – ha approvato il proprio bilancio ma è opportuno evidenziare che lo ha fatto senza tenere conto della gran parte dei cittadini ragusani da noi rappresentati”.