A Ragusa e Comiso è il giorno del voto. Si "ballotteggia" senza alleanze

A Ragusa e Comiso si torna a votare. Oggi è il giorno dei ballottaggi per eleggere il sindaco della città. Partita apertissima sia nel capoluogo sia nel centro casmeneo e caccia al voto di chi ha optato per altre soluzioni nel primo turno. A Ragusa la somma dei voti andati agli altri cinque candidati sindaci è di quasi 20.000 mentre a Comiso Filippo Spataro e Maria Rita Schembari si contendono i 1.940 voti andati a Pippo Digiacomo ed i 1.697 andati a Patrizia Bellassai del M5S. E’ chiaro che non tutti andranno a votare perché manca il traino dei consiglieri comunali da eleggere e i sostenitori degli altri candidati a sindaco non sembrano particolarmente motivati. Partita aperta comunque soprattutto nel capoluogo perché il margine tra Antonio Tringali, M5S, presidente uscente del consiglio comunale, e Peppe Cassì, uomo nuovo della politica ragusana è molto stretto. Tringali ha avuto 7.942 voti con una percentuale di quasi il 23%, Cassì ha totalizzato 7.295 preferenze con quasi il 21%. Tutto da vedere dove si indirizzeranno i consensi andati agli altri cinque candidati che non ce l’hanno fatta.

Nessuno dei due contendenti ha fatto apparentamenti e non ha chiesto il sostegno di nessuno dei perdenti. Hanno voluto entrambi correre sulle loro gambe. Cassì, da sportivo nato e professionista affermato, conta sul suo approccio fuori dagli schemi e punta sul voto di opinione. La sua «freschezza» politica può essere l’arma vincente nei confronti di Antonio Tringali visto, invece, come l’alter ego dell’uscente sindaco Federico Piccitto sul quale soprattutto negli ultimi mesi si sono riversate le critiche della città e dello stesso movimento per la sua presunta incapacità di instaurare un dialogo aperto con la città. Le polemiche tra i due sfidanti negli ultimi giorni non sono mancate dopo un inizio all’insegna del fair play con tanto si stretta di mano.

Tringali vedrebbe in Cassì la punta più avanzata di gruppi di potere ben consolidati e politicamente mobili. Cassì ha ribattuto a muso duro, rivendicando la sua autonomia, mettendo avanti la sua storia di sportivo, di professionista, di padre. Il voto sarà comunque trasversale, senza appartenenze e prevarrà chi risulterà più convincente dal punto di vista umano prima che politico.

A Comiso solo 50 voti hanno impedito a Filippo Spataro di evitare il ballottaggio. Il sindaco uscente si è buttato nella battaglia con rinnovato vigore e non ha mancato di menare fendenti prima con la sua avversaria, Maria Rita Schembari del centro destra, e poi contro il suo "padre politico putativo", Pippo Di Giacomo. Quest’ultimo avrebbe voluto un segnale da Spataro per stringere un’alleanza tutta a sinistra ma così non è stato. Digiacomo si è così tirato fuori, sentendosi "preso a pesci in faccia" da Spataro e ha lasciato liberi i suoi elettori pur dicendo che non voterà mai un esponente della destra. Maria Rita Schembari è "alfiere" di Giorgio Assenza, parlamentare regionale, che ha fortemente voluto e sostenuto la docente, ex consigliere comunale e già assessore. Schembari deve recuperare una differenza di 234 voti. E dunque che vinca il migliore.