Identikit dell’assassino di Brunilda: soggetto problematico

Identikit dell’assassino di Brunilda: soggetto problematico

“Un soggetto molto problematico”: così la procura di Ragusa definisce il 28enne di Vittoria arrestato per l’omicidio della 37enne albanese Brunilda Halla. I 2 abitavano a pochi isolati di distanza l’uno dall’altra, eppure non si erano mai visti, prima del brutale omicidio. Questo almeno stando a quanto dichiarato agli inquirenti dall’assassino reo confesso nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Pare che l’uomo covasse del rancore verso gli altri per dei torti subiti in passato, riconducibili anche a episodi di bullismo, nutrendo del risentimento contro la società. Una persona chiusa, introversa, taciturna, che tuttavia mai avrebbe manifestato segnali di squilibrio, anche se ora l’avvocato difensore chiede l’incidente probatorio per accertare la seminfermità mentale del suo assistito. Qualcuno sostiene che di recente il 28enne sarebbe stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (Tso) per un improvviso e incontenibile scatto d’ira. Forse la situazione stava cominciando a precipitare. Fatto sta che l’assassino viene ripreso dalle telecamere di sorveglianza della trafficata e popolosa zona nei pressi di via Firenze mentre si dirige con un coltello a serramanico in mano verso la vittima che, dandole di spalle, sta chiudendo il portone di casa per andare al lavoro. L’uomo le sferra circa mezza dozzina di coltellate tra schiena, scapole, spalle e collo. Poi si allontana correndo, nasconde il coltello insanguinato e la maglietta nell’anfratto di un muro nei pressi di una rivendita di tabacchi e rientra a casa per cambiarsi. I carabinieri lo rintracciano circa 3 ore dopo il delitto, a seguito dell’attenta analisi delle immagini delle telecamere e delle dichiarazioni dei testimoni. Condotto in caserma, il 28enne dapprima nega tutto, poi confessa il delitto, sostenendo di aver scelto la donna come sua vittima designata per puro caso, dopo averla vista mentre usciva di casa. Il violento accoltellamento è stato definito dallo stesso assassino come “un atto liberatorio”, dunque senza un movente preciso. Brunilda Halla, semplicemente Bruna per quanti la conoscevano, lascia una figlia di 16 anni, un figlio di 14, ovvero colui che, sotto shock, ha lanciato l’allarme dopo aver visto la mamma agonizzante in una pozza di sangue davanti casa, e il marito, un connazionale che si trovava al lavoro al momento del delitto. Nelle prossime ore sarà effettuata l’autopsia. Vittoria, nel frattempo, resta incredula dinanzi a questo ennesimo fatto di sangue, a questo omicidio “per caso” senza un perché. L’indagato se ne andava in giro armato di coltello a serramanico con il preciso intento di uccidere? Quale contorto meccanismo mentale avrebbe fatto scattare la sua letale follia omicida alla vista della donna che stava uscendo di casa? Dovranno essere i carabinieri a fare luce su questi fondamentali aspetti del delitto. La vittima viene descritta come una donna solare, dalla vita specchiata, che si divideva tra lavori saltuari e casalinghi, oltre a essere una brava madre: una descrizione che stride con la brutta fine che ha fatto. Per il sindaco Francesco Aiello “Questo episodio criminale crea un crescente allarme sociale che mi impone di tornare a chiedere interventi urgenti al prefetto, al questore e a tutte le forze dell’ordine”.

Nelle foto sopra l’assassino con il coltello in mano mentre si sta avvicinando alla vittima di spalle che sta chiudendo il portone di casa