Sicilia e tutta Italia in zona arancione? Il governo ci lavora

Il governo Draghi sta lavorando sul nuovo Dpcm cercando misure più stringenti per contrastare anche la minaccia delle varianti covid. Una delle prime decisioni che il nuovo esecutivo dovrà prendere riguarderà lo stop agli spostamenti tra regioni. L’attuale decreto scade il 25 febbraio e l’intenzione è di prorogare il blocco almeno fino al 5 marzo quando dovrà essere varato il nuovo Dpcm. Per quanto riguarda le altre misure, si discute soprattutto della necessità di modificare il sistema dei colori e della possibilità che tutta Italia sia almeno in un primo momento in zona arancione. L’obiettivo è comunque un cambio di passo sulle norme che determinano i colori delle Regioni, per evitare i continui cambi e che contempli la possibilità di indennizzi immediati alle singole categorie.

I governatori hanno avanzato proposte al governo, ma non c’è uniformità di pensiero: vogliono una diga ai contagi, ma anche misure adeguate all’andamento dei casi sul territorio e alle sofferenze delle realtà economiche. Sull’ipotesi di una Italia tutta arancione, dunque, non c’è consenso unanime. La proposta è stata avanzata dal presidente Stefano Bonaccini d’accordo con la Toscana, la Campania, la Lombardia. Ma il vicepresidente della Conferenza Giovanni Toti, governatore ligure, è contrario. E anche Matteo Salvini ha tuonato contro questa possibilità.

Se la linea passasse, dunque, anche la Sicilia, che attualmente è in zona gialla, tornerebbe arancione. Una richiesta su cui le Regioni sono concordi è che “per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte”. A prescindere dal metodo, resta per tutti una priorità trovare nuove misure per arginare la diffusione del coronavirus e delle sue varianti.