AstraZeneca taglia forniture vaccini anti covid fino al 15%

Ancora brutte notizie dal fronte dei vaccini. Astrazeneca ha deciso un ulteriore taglio delle sue forniture all’Italia: in una settimana vengono consegnate dosi con una decurtazione tra il 10 e il 15%, secondo quanto comunicato a varie regioni. Invece di 566.000 fiale ne vengono recapitate 506.000. Il piano di somministrazione accumula così nuovi ritardi, proprio mentre entra nel vivo la fase che coinvolge scuola e forze dell’ordine. Ed innervosisce ancora di più le Regioni, tanto che dopo una lunga Conferenza dei governatori il presidente Stefano Bonaccini rivolge un appello unanime al governo, al quale si chiede un incontro urgente: «Serve un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale, che è la priorità e sta andando a rilento non per disguidi organizzativi. Il problema è l’approvvigionamento». Insomma, l’esecutivo Draghi deve reperire più dosi, poi serve personale per vaccinare, con un accordo quadro con i medici di base.

Astrazeneca fa sapere che «sta lavorando per rispettare l’impegno di consegnare all’Italia 4,2 milioni di dosi nel primo trimestre, con l’obiettivo di superare i 5 milioni». Astrazeneca sottolinea la complessità di produzione di un vaccino del genere, ribadisce di vendere solo a governi e mette in guardia dalle truffe. Ma l’ennesimo stop, che si aggiunge a quello di Moderna giorni fa (ma su quantità molto minori) e prima di Pfizer, irrompe nel dibattito sull’autonomia di acquisto delle Regioni.