I presidi favorevoli alla presenza al 50% in classe per tutto gennaio

I presidi si dicono favorevoli alla presenza degli alunni nelle classi al 50% almeno fino a tutto gennaio, se non oltre. “Noi pensiamo che in una settimana passare dal 50% al 75% sia difficile. Si fa fatica a comprendere che tutte queste decisioni richiedono scelte organizzative complesse all’interno degli istituti. Bisogna tener conto di tutte le giuste esigenze di docenti e personale. Il problema trasporti non è risolto. Auspichiamo dunque di continuare al 50% fino alla fine di gennaio”. Sono le dichiarazioni rese dal presidente dell’Associazione nazionale presidi Giannelli alla Stampa.

IL 7 GENNAIO RIAPRONO LE SCUOLE MA CI SI INTERROGA ANCORA SULLE MODALITA’
Il 7 gennaio è dietro l’angolo e la scuola si interroga ancora sulle modalità di riapertura. Sono le secondarie superiori a dover rientrare in classe dopo mesi di didattica a distanza e per prefetti, amministratori locali e presidi è una corsa contro il tempo per trovare la giusta quadra. Nell’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza si legge infatti che “ai fini del contenimento dell’epidemia da covid, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” in modo che, “dal 7 gennaio al 15 gennaio 2021, sia garantita l’attività didattica in presenza al 50 per cento della popolazione studentesca. La restante parte dell’attività è erogata tramite la didattica digitale integrata”.

Il Governo si è affidato ai prefetti per gestire la complessa organizzazione logistica per portare gli studenti a scuola. I nodi, interconnessi, sono due: la mobilità e gli orari. Gli studenti dovranno infatti raggiungere gli istituti in sicurezza e bisogna dunque prevedere corse dedicate e soprattutto più numerose. Ciò comporterà anche l’introduzione di orari differenziati di entrata ed uscita che si ipotizzano dalle 8 alle 13 e dalle 9 alle 14. L’obiettivo è di di portare almeno metà delle classi alla didattica in presenza per poi arrivare al 75 per cento. Il prefetto di Ragusa, Filippina Cocuzza, ha già tenuto alcuni incontri con la responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale che tiene i rapporti coni dirigenti scolastici. Oltre all’Ast che assicurerà servizi di trasporto rafforzati entreranno in gioco anche alcune ditte di trasporto privato. Oltre agli studenti residenti bisognerà infatti pensare ai pendolari che dai centri meno popolati raggiungono le sedi scolastiche.