Rosario Livatino: da “giudice ragazzino” a beato grazie al Papa

Rosario Livatino: da “giudice ragazzino” a beato grazie al Papa

Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione di un nuovo beato, il giudice Rosario Livatino, noto anche come “il giudice ragazzino” (così il titolo di un film sulla sua vicenda) dal momento che venne giustiziato dalla mafia a soli 37 anni. Già lo scorso anno il Pontefice aveva ricordato il magistrato siciliano come “un esempio non soltanto per i magistrati, ma per tutti coloro che operano nel campo del diritto: per la coerenza tra la sua fede e il suo impegno di lavoro e per l’attualità delle sue riflessioni” e già San Giovanni Paolo II lo aveva definito “martire della giustizia e indirettamente della fede”.

Rosario Livatino nacque a Canicattì nel 1952 e dopo la laurea in giurisprudenza a Palermo entrò in magistratura. Dopo qualche anno come sostituto procuratore divenne giudice a latere nel 1989 presso il tribunale di Agrigento. Il 21 settembre dell’anno dopo, un commando di 4 sicari speronò la sua auto mentre, senza scorta, si recava in tribunale.

Fu inseguito ed ucciso a colpi di pistola a soli 37 anni. Già militante sin dai tempi del liceo nell’Azione Cattolica, il giudice Livatino si dedicò con fede ed impegno al fenomeno mafioso. Come ha ricordato il procuratore nazionale antimafia Cafiero de Raho in una recente intervista ad Avvenire “Livatino è un uomo che va a pregare perché quello è il momento della sua massima riflessione, come si può leggere negli appunti che scriveva sul Vangelo che teneva sulla scrivania. Ma quelle letture non lo allontanano dai parametri ai quali deve riferirsi un magistrato, anzi rafforzano perché diventa un uomo che vuole in pieno applicare i valori del Vangelo e della Costituzione”.