Clienti prostituta col covid: uno negativo, l’altro in quarantena

Clienti prostituta col covid: uno negativo, l’altro in quarantena

Individuati dalla polizia locale di Modica 2 clienti della prostituta peruviana ultra 50enne contagiata dal covid e ricoverata in ospedale a Perugia, in Umbria, dove si era recata dopo aver soggiornato per circa un paio di settimane in un monolocale del centro storico di Modica, all’interno di cui riceveva su appuntamento. Uno dei clienti della escort è già stato sottoposto a tampone che, per fortuna, è risultato negativo. Il secondo soggetto, un 34enne, lunedì mattina è stato sottoposto a quarantena obbligatoria nella sua abitazione di Modica e segnalato all’Asp di Ragusa che, nelle prossime ore, lo sottoporrà a tampone. Le ricerche della polizia locale proseguono con l’intento di individuare altri clienti della prostituta peruviana. Alcuni soggetti si sono presentati di loro spontanea volontà negli uffici della polizia locale e la loro posizione è al vaglio degli agenti, nella più assoluta riservatezza che la circostanza impone. Nessuno si sarebbe invece finora presentato negli ospedali iblei o nei laboratori privati, dal momento che l’Asp di Ragusa non ha notizie in questo senso. A frenare i clienti della prostituta a sottoporsi ai controlli sarebbe l’imbarazzo di dover spiegare la circostanza e il timore che si possa venire a sapere della cosa, nonostante il massimo riserbo assicurato.

Intanto il sindaco Ignazio Abbate continua ad esortare i clienti della escort a sottoporsi ai controlli, per tutelare la propria salute e quella degli altri. “Fate i tamponi anti covid, le vostre moglie non lo verranno a sapere perchè sarà tutto in assoluto anonimato”, continua a ripetere Abbate. Il sindaco di Modica teme difatti un potenziale focolaio. “Almeno 2 o 3 clienti al giorno per 10 giorni – dice il sindaco Abbate – si traducono in almeno 30 persone che possono aver contratto il virus e averne contagiate altre a casa o al bar. Andate a fare i test – incalza il primo cittadino – anche a costo di essere messi alla porta dalle mogli”. La posizione dei clienti della donna è molto scomoda. La prima alternativa è quella di confessare di essere stati clienti della escort e sottoporsi quindi al tampone. In questo caso i rischi sono 2: intanto quello di risultare positivi al test e, non ultimo, quello di dover spiegare ai propri familiari, mogli e fidanzate per prime, come si è contratto il virus. La seconda alternativa, quella più temuta dal sindaco, è che si lasci passare tutto sotto silenzio con il rischio di diffondere il contagio.

Intanto risultano complesse le indagini sui movimenti e sui contatti della escort. La donna, prima di partire lo scorso 13 luglio da Modica, per poi ammalarsi 2 giorni dopo, come accennato si era prostituita per circa 2 settimane in un monolocale preso in locazione in centro storico proprio a Modica. A tal proposito è stato sentito il proprietario dell’immobile, che, a quanto pare, non era a conoscenza della professione svolta dalla donna. L’uomo è stato altresì esortato a sanificare il monolocale dove la donna si è intrattenuta con parecchi clienti, in massima parte extracomunitari.

Proprio questi ultimi dovrebbero farsi vivi per senso di responsabilità, segnalando i contatti con la escort all’Asp di Ragusa, per verificare la eventuale presenza di contagio da covid. Solo così, e con la collaborazione della stessa escort, l’indagine epidemiologica in corso potrebbe sortire gli effetti sperati. Nel frattempo sono stati ricostruiti tutti i movimenti della donna, a cominciare dai mezzi di trasporto utilizzati per raggiungere l’Umbria. La donna avrebbe preso lo scorso 13 luglio l’autobus per Catania e quindi il treno per la regione umbra, dove poi ha accusato i primi sintomi del contagio da covid il 15 luglio, con febbre alta. Nel tentativo di contenere i possibili danni, il sindaco di Modica ha infine chiesto alla polizia municipale di tenere d’occhio l’appartamento dove la donna riceveva i clienti, così da riuscire a intercettare eventuali altre escort che possano aver incontrato la collega e sottoporre anche loro ai test.