Per la Sicilia 2 miliardi da Roma. Più soldi alle ex Province

La Sicilia incassa due miliardi euro. Tra maggiori entrate e minori spese è la somma sulla quale il governo regionale potrà contare dopo l’accordo raggiunto tra il vicepresidente della Regione Gaetano Armao (foto) e il ministro dell’Economia Giovanni Tria. La Sicilia verserà a Roma 300 milioni in meno l’anno per il risanamento della finanza pubblica, passando da 1.3 miliardi di euro a un miliardo con un risparmio, quindi, di novecento milioni per tre anni.

Altri 540 milioni di euro arriveranno, nei prossimi sette anni per le spese di manutenzione straordinaria di strade e scuole per le ex Province. Accordo anche per quanto concerne l’incasso del gettito dell’imposta di bollo (che vale circa 360 milioni di euro per tre anni) e la possibilità di spalmare in trent’anni, anziché tre, il disavanzo che il governo Musumeci ha ereditato dalle precedenti gestioni (un’apposita norma è stata inserita nel maxi-emendamento alla Legge di stabilità in votazione al Senato). La Regione, dal suo canto, si è impegnata a riqualificare la propria spesa per investimenti con un aumento del due per cento all’anno fino al 2025. Il Governo formalizzerà gli impegni assunti entro il 30 settembre e l’accordo produrrà effetti dal 2020.