Arrestati 11 scafisti per sbarchi di Agrigento e Pozzallo

Sono 11 i presunti scafisti fermati per i 2 ultimi sbarchi di migranti registratisi ad Agrigento e a Pozzallo con un carico umano di 332 disperati fuggiti da situazioni di pericolo e che hanno comunque rischiato più volte la loro vita durante la pericolosa traversata. Ad Agrigento sono sbarcati 68 migranti su una imbarcazione trainata da un peschereccio e i presunti responsabili sono stati arrestati da polizia e guardia di finanza: si tratta di 6 egiziani tra i 23 e i 38 anni. Inizialmente il carico umano è stato trasportato a bordo di un motopeschereccio riuscito a prendere rapidamente il largo dalle coste libiche. Poi i 68 migranti sono stati trasbordati su una carretta del mare lasciata alla deriva e soccorsa dai finanzieri che l’hanno trainata con un pattugliatore fino a Lampedusa.

Secondo il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio si tratta di una delle nuove strategie per trasferire i clandestini dalle coste del Nord Africa a quelle siciliane, eludendo i controlli soprattutto alla partenza. Il peschereccio libico, ovvero l’imbarcazione «madre», è stato abbordato e bloccato da un guardiacoste delle fiamme gialle dopo l’abbandono in mare aperto della precaria imbarcazione stipata di migranti. Sono egiziani anche i gli altri 5 presunti scafisti fermati a Pozzallo per lo sbarco di 264 migranti, quasi tutti eritrei, compresi 40 donne (5 in stato di gravidanza e quindi ricoverate in ospedale), 44 minori e 5 neonati, di cui una di appena 10 giorni.

Ciascun migrante avrebbe pagato 1.500 dollari per raggiungere l´Italia, pari ad un «incasso» netto per gli organizzatori del traffico di uomini di quasi 400.000 dollari. Notevole il disappunto del ministro dell’interno Matteo Salvini, secondo cui «Le autorità maltesi continuano a rifilare i clandestini all’Italia».