Crescita lenta in Sicilia. Bene turismo a Ragusa e Palermo

Crescita lenta per l’economa siciliana. Lo dice l’ultimo report di Banca d’Italia presentato dal direttore della sede di Palermo, Pietro Raffa. L’occupazione è stabile, dice il relatore, crescono le imprese di maggiori dimensioni ma si registra una perdurante crisi dell’edilizia e un preoccupante segnale di frenata nel turismo per quanto riguarda le presenze degli italiani in Sicilia.

"I primi sei mesi del 2018 -ha detto Pietro Raffa-confermano la fase di moderata crescita dell´economia. Si tratta di un dato positivo e incoraggiante, ma sicuramente è un andamento che non è in grado di colmare i ritardi dell´economia siciliana rispetto al resto del Paese. Occorre stabilire un percorso di crescita più credibile per avvicinare l´occupazione siciliana al resto del Paese". Nel complesso i ricavi delle imprese industriali e dei servizi privati non finanziari si sono espansi, in linea con quanto osservato nell´anno precedente, e sono aumentate le esportazioni, anche al netto del comparto petrolifero; le aspettative a breve termine rimangono positive secondo i risultati del sondaggio congiunturale della Banca d´Italia, condotto presso un campione di 130 imprese industriali con almeno 20 addetti.

In leggero aumento nel 2018 la spesa per investimenti e per il 2019 i i due terzi delle imprese prevedono investimenti stabili rispetto al 2018, mentre tra le rimanenti le aspettative di aumento prevalgono su quelle di riduzione. Se l’industria fa registrare segni di vitalità non è così per l’edilizia perché le ore lavorate in tutto il territorio regionale sono in calo , con una dinamica più sfavorevole per la componente dei lavori pubblici (-18,9 per cento). "Nel comparto delle opere pubbliche, secondo i dati del Cresme, dopo gli incrementi registrati nel biennio 2016-17 – si legge nel rapporto di Bankitalia – il valore complessivo dei bandi pubblicati nel primo semestre dell´anno è diminuito del 9,9 per cento, nonostante la crescita del numero di gare". Anche il turismo, che dovrebbe rappresentare il volano dell’economia siciliana segna il passo con le eccezioni di Palermo e Ragusa. I flussi sono cresciuti ma con un passo più contenuto rispetto al 2017. "Secondo dati ancora provvisori della Regione siciliana, nei primi sei mesi dell´anno la crescita dei flussi turistici si è notevolmente ridimensionata – si legge nel rapporto Bankitalia – all´aumento della componente internazionale si è contrapposta la flessione di quella interna". Gli arrivi di turisti italiani nei primi sei mesi dell’anno sono diminuiti del 3 per cento, quelli degli stranieri sono cresciuti però del 6,6 per cento. La dinamica è stata eterogenea tra le province. Così se Palermo e Ragusa registrano performance positive, va peggio a Siracusa, Agrigento e, soprattutto, Trapani probabilmente a causa del taglio di voli Ryanair dallo scalo di Birgi.

Le performance migliori si registrano nei settori dell’export, +15 per cento, dell´agricoltura e dell´industria, mentre è proseguito il calo degli occupati nelle costruzioni e nel terziario, dove il numero dei lavoratori è diminuito nei principali comparti, rispetto a una crescita nella media nazionale. Ad aumentare è stata soprattutto l´occupazione in rosa, quella di lavoratori con un titolo di studio elevato e con un´età superiore ai 44 anni. "È proseguita la crescita del numero di dipendenti e si è registrata un´ulteriore riduzione degli autonomi -si legge nel rapporto Bankitalia- Gli incrementi occupazionali hanno interessato solo i lavoratori con contratto a tempo pieno».