DIO SI RIVELA A TAPPE NELLA STORIA DELLA SALVEZZA

APPRENDIMENTO DI BASE: Dio servendosi di diversi mediatori si è rivelato nella Bibbia in tempi e in circostanze diverse, in molteplici e differenti modalità, all’interno delle varie storie dei popoli del vicino Medio Oriente, rispettando i ritmi storici del divenire umano. Sotto una narrazione che acquista diverse sembianze, con intrecci caratterizzati da personaggi a volte abietti e a volta esemplari, o da episodi talora sgualciti e talora luminosi, appare un Dio buono, pronto a perdonare, che senza tregua è alla ricerca dell’uomo. Dio si è servito di diversi ‘mediatori’, da Abramo a Giacobbe, da Mosè al popolo d’Israele, dai profeti ai sapienti. Negli ultimi tempi Dio riproporrà la sua “Parola” ruvelatrice per mezzo di Gesù, inviato sulla terra per portare a definitivo compimento il suo progetto di salvezza.

APPROFONDIMENTO: Dio si è rivelato nella Bibbia come il Signore della storia umana e del cosmo, annunciando la sua “Parola” come orientamento e riferimento per la vita di tutti gli uomini. Dio ha parlato nelle pagine bibliche “molte volte” e in “molte maniere”, rispettando i ritmi storici del divenire umano e con una versatilità tale da non escludere alcun veicolo culturale. Il rapporto tra rivelazione e storia è molto intimo: il discorso di Dio, fatto di gesti e di avvenimenti, è intrecciato nelle vicende storiche dei popoli antichi del Vicino Oriente; è collegato alle condizioni storiche e sociali del tempo, all’interno di una gran varietà di generi letterari che rispecchiano ambienti, usi, costumi e mentalità che distano millenni dalle nostre concenzioni moderne. Ciò vuol dire che Dio si è manifestato in tempi e in circostanze diverse, in molteplici e differenti modalità, e con diversi strumenti espressivi, attraverso una serie di modelli culturali ciascuno dei quali ha fatto da supporto e veicolo della “Parola” di Dio: tutti elementi che hanno dato il loro contributo al formarsi del patrimonio culturale insito nella Bibbia. Sotto una narrazione apparentemente contraddittoria, caratterizzata da un Dio che talora acquista diverse e variegate sembianze, e contrassegnata da un intreccio di episodi talora sgualciti e talora luminosi, da personaggi a volte abietti e a volte esemplari, da scandalose cadute e da ricordi gioiosi, da dolorose immagini e da pagine d’ispirata poesia, traspare costantemente e domina la presenza di un Dio buono, pronto a perdonare, che senza tregua è alla ricerca dell’uomo. Nelle varie storie dei popoli mesopotamici, in particolare del popolo d’Israele, va quindi estrapolato l’origine del messaggio spirituale trasmesso da Dio all’umanità. Le “molte volte” e le “molte maniere” sono frammenti complementari di un unico discorso unitario, orientato al compimento definitivo del “Piano divino” che si sviluppa in modo graduale nell’arco di c.a. 1500 anni, attraversando la storia e la cultura dei popoli del vicino Medio Oriente.
Dio si è servito di diversi mediatori che hanno risposto positivamente alla sua chiamata. Si è rivelato nella vita di Abramo, di Giacobbe, di Mosè, del popolo d’Israele, dei profeti, dei sapienti etc… Le sue azioni, la sua volontà, la sua presenza, le sue promesse, manifestate attraverso il racconto delle loro vicende, fanno percepire un Dio buono, interessato e sensibile ai bisogni dell’uomo, perché vuole il suo bene, al di là di ciò che egli sia o faccia. La sua fedeltà, la sua misericordia e la sua giustizia attestano un Dio che offre il suo amore incondizionato all’uomo.
Negli ultimi tempi Dio riproporrà la sua ‘Parola’ per mezzo del Figlio Gesù, il quale porterà definitivamente a compimento i suoi progetti per mezzo della “Nuova Alleanza”, diversa però dalla “Vecchia Alleanza” instaurata inizialmente con Abramo, e successivamente con Mosè. La “Nuova Alleanza” sarà frutto di un rinnovamento profondo secondo uno “Spirito Nuovo”, che dovrà sfociare nell’eterna alleanza dell’uomo con Dio.