Una denuncia per maltrattamenti al pronto soccorso

Una denuncia per maltrattamenti al pronto soccorso

Una denuncia per maltrattamenti al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa è stata presentata dalla figlia di un degente in astanteria. Secondo la donna, al genitore non sarebbe stato dato da mangiare. La circostanza, che ha del paradossale, la si apprende dalle dichiarazioni rese al collega Salvo Martorana dal direttore dell’unità operativa Giovanni Noto, nell’ambito di una intervista pubblicata su La Sicilia. “Accade anche che la figlia di un signore anziano – dice Noto – ci denunci per maltrattamenti perché, a suo dire, non davamo da mangiare al genitore. Ovviamente – conclude – il degente era stato trattato con tutti i riguardi e le cautele del caso, figuriamoci che non gli si dava il cibo”. Tutto ciò evidenzia come al pronto soccorso di Ragusa, e non solo, se ne vedano e se ne sentano di tutti i colori. Anche i medici, in sostanza, sono ormai abituati a sentirsi rivolgere qualsiasi accusa. “Al punto che la notizia dell’aggressione ad un infermiere un fa più notizia”, dichiara con amara ironia il primario, in riferimento al recente episodio verificatosi proprio al pronto soccorso di Ragusa (vedere paragrafo sotto), dove il parente di un utente si è scagliato contro l’operatore sanitario per l’eccessiva attesa. Il problema, come evidenziato dallo stesso Noto, risiede tutto nell’atavica carenza di organico: “Basti pensare – conclude – che in ciascuno dei 3 pronto soccorso del territorio ibleo dovrebbero operare 13 medici, mentre allo stato ne abbiamo 13 suddivisi nei 3 presidi e basta dunque che un collega si metta in malattia per far saltare la turnazione”. E anche i nervi degli utenti, sottoposti loro malgrado a lunghissime ed estenuanti attese che si protraggono sempre più spesso per troppe ore, aggiungiamo noi. Una situazione esplosiva che coinvolge quasi tutta la sanità siciliana e che rischia seriamente di sfuggire di mano.
L’AGGRESSIONE ALL’INFERMIERE DEL PRONTO SOCCORSO DI RAGUSA
Aggressione fisica ai danni di un infermiere in servizio al pronto soccorso del Giovanni Paolo II. L’operatore sanitario è stato aggredito dal parente di un paziente a quanto pare per l’eccessiva attesa prima della visita. Ne è scaturito un diverbio con insulti nei confronti di tutto il personale in quel momento in servizio. Poi l’aggressione all’infermiere. Ne da notizia la Fp Cgil che esprime vicinanza e solidarietà al personale del pronto soccorso, dove purtroppo non è la prima volta che si verificano eventi simili.