Brunilda e l’assassino non si conoscevano. Delitto per caso

Brunilda e l’assassino non si conoscevano. Delitto per caso

Un omicidio tanto efferato quanto inspiegabile al momento: il 28enne di Vittoria arrestato dai carabinieri, reo confesso per l’omicidio della 37enne albanese Brunilda Halla, ha detto che non la conosceva. E allora perchè l’ha uccisa, e per di più con tanta violenza? Qual è il movente? Difficile pensare che la donna sia stata uccisa per caso. Dovranno essere gli investigatori a fare luce su questo fondamentale aspetto di questo delitto. In effetti la vittima viene descritta come una donna solare dalla vita specchiata che si divideva tra lavori saltuari e casalinghi, oltre a essere una brava madre: una descrizione che stride con la brutta fine che ha fatto sull’uscio di casa sua, in via Tenente Alessandrello, angolo via Firenze. La donna, di origini albanesi, sposata e madre di 2 figli, un maschio e una femmina, è stata accoltellata più volte davanti casa con una certa violenza. L’assassino ha sorpreso la donna di spalle, mentre stava chiudendo la porta di casa prima di uscire, sferrandole una mezza dozzina di coltellate alla schiena, alle spalle e al collo. Quando sono scattati i soccorsi, per Brunilda Halla non c’era già niente da fare: il tempo della folle corsa in ambulanza verso l’ospedale Guzzardi era già priva di vita, a causa dell’entità delle ferite da taglio che hanno causato, tra l’altro, una copiosa perdita di sangue. Un delitto efferato compiuto in pieno giorno, intorno alle 14 di mercoledì, in una zona anche abbastanza trafficata della città, dal momento che la via Firenze funge da direttrice che attraversa in pratica tutta Vittoria. Eppure l’assassino era riuscito a dileguarsi, facendo perdere le proprie tracce, dopo aver lasciato la donna agonizzante in una pozza di sangue. In poche ore, grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza e alla testimonianze raccolte, il cerchio si è chiuso sul 28enne vittoriese che dapprima ha tentato di negare ogni addebito, ma subito dopo ha reso ampia confessione, assistito dal suo legale, ma sostenendo di non conoscere la vittima e di averla ammazzata senza un movente. L’uomo ha anche indicato dove trovare il coltello utilizzato per l’omicidio e una maglietta di cui si era disfatto per non essere collegato al delitto. Tra le persone sentite anche il marito, connazionale della vittima, che era al lavoro. Per lui un vero shock la morte violenta della moglie, che, al momento, resta senza movente. L’assassino è stato dunque rinchiuso nel carcere di Ragusa.